Trasformare le culture

Il 12 gennaio a Washington il Worldwatch Institute ha presentato il suo famoso e prestigioso rapporto annuale “State of the World 2010” (che viene tradotto in oltre 30 lingue). Quest’anno il rapporto ha un titolo molto eloquente “Trasformare le culture: dal consumismo alla sostenibilità“.
Lo State of the World, che apparve per la prima volta nel 1984, nasce da un’intuizione del fondatore del Worldwatch Institute, Lester Brown: quella di mettere a disposizione del lettore un rapporto che potesse dar conto dello stato di conoscenza esistente sulla salute del nostro mondo e sui progressi della società verso la sostenibilità dello sviluppo globale.
Il Worldwatch si è assunto negli anni un impegno non facile. L’obiettivo dichiarato, anche in questo volume è dei più ambiziosi. Nessuna generazione prima d’ora, nell’intera storia del mondo, è riuscita a realizzare una trasformazione culturale così profonda come quella invocata in queste pagine. I numerosi articoli di questo volume dimostrano come tale riforma sia possibile. Passando attraverso un riesame dei presupposti del nostro moderno stile di vita e toccando tutti gli ambiti della nostra società.
Nel 2006 si sono consumati oltre 30.000 miliardi di dollari di beni e servizi, il 28% in più rispetto a dieci anni prima. Questa crescita nel consumo si traduce in un drammatico incremento dell’estrazione di risorse.
I 500 milioni di abitanti più ricchi del pianeta (che costituiscono circa il 7% della popolazione mondiale) sono responsabili del 50% delle emissioni di anidride carbonica a livello mondiale.
A fronte di tutto ciò la domanda centrale per le agende della politica internazionale dovrebbe essere questa: è possibile consentire uno stile di vita più sostenibile?
http://mahb.stanford.edu

La vera rivoluzione culturale è quella che ci condurrà dal consumismo alla sostenibilità
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