Traffico illegale di opere d’arte: USA restituisce antichi reperti all’Iraq

arte opere trafugateIl traffico illegale di opere d’arte, più o meno note, sembra purtroppo diffondersi. Molto spesso a farne le spese sono siti archeologici antichissimi e, paradossalmente, poco sorvegliati dalle autorità competenti; da qui il proliferare di tombaroli et similia. Il fenomeno, a quanto pare, non riguarda soltanto alcune zone d’Italia ormai di continuo depredate dai ladri, ma anche molti siti localizzati nel Medio Oriente.

E’ il caso, ad esempio, di alcuni scavi iracheni lasciati per lungo tempo incustoditi. La maggior parte delle preziose opere d’arte qui conservate sono state trafugate e poi smistate negli USA. A volte, complice anche la scarsa furbizia di compratori e rivenditori, i capolavori sono stati rintracciati e restituiti al legittimo proprietario; l’Iraq. In molti altri casi però le opere d’arte sono state rinvenute grazie ad un aiutino della Dea Bendata (chi avrebbe mai pensato che nel salotto di un militare americano potesse trovare alloggio un’antica decorazione babilonese?).

Ciò è bastato ad evidenziare che il trafugamento delle opere d’arte può aver luogo grazie a molteplici canali di compravendita presenti negli USA: si va dal “semplice” cittadino che, per un motivo o per un altro, ha dei contatti con i tombaroli, alle forze dell’ordine che, mandate magari in missione in Medio Oriente hanno (per loro stessa ammissione) portato a casa un souvenir, da fortunati acquirenti di negozi virtuali e rigattieri a, ed è forse la notizia peggiore, enti culturali e musei nazionali di chiara fama e grosso prestigio.

Chissà come reagirebbero i proprietari dei preziosi reperti se sapessero che i soldi spesi per acquistare le loro opere d’arte (fortunatamente ormai restituite all’Iraq) finiscono perlopiù nelle casse dell’Isis