Il Papa che verrà

papaAlla luce del grande addio papale, fortunatamente per lui non dalla vita terrena, ma dalla sua funzione di santo pontefice, vogliamo proporre in questo articolo alcuni piccoli consigli di bellezza per il suo successore, in un continuum tra passato e futuro.

Le scarpe: Un vero papa che si rispetti è facilmente individuabile dalla calzata, provocando negli anni anche critiche molto feroci. Avvicendate simpatiche battute, la migliore delle quali risulta essere quella del “Papa veste Prada”, proprio a fronte della nota marca che nel corso degli anni ha curato parte del look del pontefice, Benedetto XVI ha portato una grande innovazione ritornando a delle semplice calzature marroni. Ora, per gli anni a venire vorremmo che il futuro pontefice riuscisse a trovare una via di mezzo tra lo stile del Marchese del Grillo e quello del ragioniere della porta accanto, per questo consigliamo l’elemento fluo che è comunque d’impatto, magari con delle belle snaker da passeggiata.

Il sopra: Tradizione vuole che il papa sia coperto da una bella mantellina rossa (diciamo che il papa è chiamato necessariamente ai colori strong)  con rifiniture in ermellino. Ora, a parte scoprire della reale esistenza dell’ermellino, figura mitologica al pari o quasi dei due leocorni, mi viene da pensare che l’ecologismo abbia fatto dei forti passi e che l’idea dell’ecopellicetta sia un ipotesi non dico valida, ma quantomeno valutabile. A tal proposito quindi, santo pontefice del domani, il mio umile e misero consiglio è quello di non vanificare gli sforzi di Marina Ripa di Meana di questi ultimi anni, la quale ha sacrificato il suo corpo a campagne animaliste di dubbio gusto, per le quali forse è meglio scuoiare soltanto le fodere dei divani e non di quei poveri animaletti, lasciandoli beatamente scodinzolare in giro per il mondo.Ritengo comunque che la cappa sia tornata di grande moda, e per questo consiglio vivamente al pontefice di mantenerla almeno per la prossima stagione. Nel caso in cui comunque, gli avvicendamenti modaioli si dovessero evolvere secondo percorsi nuovi, propongo per le uscite pubbliche un ben più classico trench e un bel Borsalino per coprirsi dal freddo.

Gli anelli: Ammettiamolo, il pataccone delle grandi occasioni da baciare in segno di rispetto e prostrazione è ormai passato di moda. I gusti sono gusti, ma consiglio di abbinare ad un look già abbastanza aggressivo una sobrietà degli accessori; bando quindi a collane, croci d’oro che penzolano col peso di quei 10 kg che si portano appresso, e le pietre preziose lasciamole alle donne.

Con questi piccoli, ma essenziali consigli, possiamo quindi auspicarci il ritorno ad una Chiesa giovane, una Chiesa capace di dettare tendenza non solo in fatto di gusti morali, ma anche di gusti estetici.

Federica Di Martino

Gli adulti dimenticano, i bambini no. (In Treatment)