Pittori veneziani

Venezia è una delle più belle città d’arte al mondo. Questo è universalmente riconosciuto. Grazie anche all’ubicazione, che le ha permesso di conservare inalterato l’aspetto antico, possiamo, passeggiando per le calli, vedere gli stessi scorci e le stesse viste che i pittori dei secoli passati hanno riprodotto nelle loro famose opere.

Molto numerosi i pittori nati a Venezia o vissuti per lungo tempo nella città lagunare che le hanno dato, e ricevuto, notorietà. Qui di seguito, ne vedremo una selezione, dagli inizi fino al secolo XVIII.

Paolo Veneziano (1300 – 1365) – Di lui si hanno notizie solo dal 1333 al 1358, per cui gli anni di nascita e morte sono solo ipotizzati. E’ sicuramente il più noto pittore veneziano di quel secolo. Nelle sue opere si leggono influenze di pittura veneta, bizantina e giottesca.
Veneziano e’ proveniente da una famiglia di artisti probabilmente già ben inseriti nel tessuto sociale di Firenze, tanto che Paolo diventò il pittore ufficiale del doge di Venezia Andrea Dandolo.
Alcune sue opere si possono ammirare, oltre a Venezia, a Vicenza, nei musei civici (“polittico”, 1333), a Milano (“Madonna in trono”, del 1340), a Carpineta (sue sono le pale d’altare della cattedrale, raffigurante la “Madonna della Pera”, del 1347) e a New York, presso la collezione Frick (Incoronazione, del 1358).
A Venezia possiamo ammirare, nella basilica di San Marco, il dossale della Pala d’oro (1345). Interessanti anche i mosaici presenti sempre a Venezia nella cappella Dandolo, sui quali Veneziano si cimentò dal 1347.

Giorgione (1478(?) – 1510(?)) – Anche di quest’autore, uno dei più famosi pittori veneziani del XV secolo, le notizie circa la vita non sono molto precise, complici sia i secoli trascorsi che l’atteggiamento del Giorgione stesso, che aveva l’abitudine di non firmare le sue opere. Giorgione è lo pseudonimo di Giorgio Gasparini, datogli a causa o grazie alla notevole mole. La sua attivita’ nella pittura veneta, molto importante, e’ stata sicuramente influenzata da Antonello da Messina e da Leonardo.
Famoso è il suo autoritratto, del 1509, custodito nel museo Herzog Anton di Braunschweig, in Germania. Tra le altre opere, cito “Giuditta con la testa di Oloferne”, 1504, all’Hermitage di San Pietroburgo, e la “Sacra Famiglia Benson”, del 1500, presente alla National Gallery of Art a Washington. Morirà a Venezia, di peste, nel 1510.

Tiziano Vecellio (1480(?) – 1576) – Alcune carte dichiarano per l’anno di nascita di Tiziano 1473, ma, considerando l’anno di morte (certo), e l’età’ che ne risultava, 103 anni, molti fanno risalire la nascita almeno qualche anno dopo. E’ uno dei più noti e ricchi pittori italiani del periodo, conosciuto quando era in vita non solo in Italia ma anche in Europa. Fu pittore ufficiale della Serenissima, ma lavorò anche presso Carlo V a Bologna, a Roma da papa Paolo III e alla corte imperiale di Augusta. A Venezia si possono ammirare alcune sue opere quali “San Marco in trono”, del 1510, presso Santa Maria della Salute, e l’”Assunta” (1518) in Santa Maria Gloriosa dei Frari. Altre opere sono al Louvre di Parigi (“Concerto Campestre”, 1509), a Roma, alla Galleria Borghese (“Amor Sacro e Amor Profano”, 1514) e agli Uffizi di Firenze (“Venere di Urbino”, 1538). Anche Tiziano morirà di peste, a Venezia, nel 1576.

Lorenzo Lotto (1480, 1556) – Data l’ingombrante presenza di Tiziano nella cita’ lagunare, Lorenzo Lotto, dal carattere più anomalo, rischiava di essere messo in ombra. Probabilmente anche per questo la sua attività fu svolta spesso lontano dalla sua città natale. In vita non ebbe quei riconoscimenti che, vista la sua opera a posteriori, i critici moderni intendono attribuirgli. Lavorò a Bergamo, Treviso, Roma e nelle Marche, quasi sempre non in condizioni economiche ottimali, come invece fu per Tiziano. Tra le sue opere cito il “Ritratto del Vescovo Bernardo de’ Rossi” (1505), presente al museo di Capodimonte, Napoli. La “Pala di San Bernardo”, del 1521 presente nella chiesa di San Bernardino, a Pignolo (Bergamo) e “San Nicola in Gloria”, dipinta attorno al 1528, una delle poche opere in Venezia (Santa Maria dei Carmini).

Tintoretto (1519 – 1594) – Il vero nome del Tintoretto è Jacopo Robusti o Jacopo Comin. Lo pseudonimo “Tintoretto” non gli fu dato, come si potrebbe pensare, per la sua opera di pittore ma per il lavoro di suo padre, che faceva il tintore di stoffe. E’ uno dei più noti pittori italiani e uno degli ultimi esponenti del Rinascimento. Di famiglia piuttosto agiata, anche se non nobile, era ben introdotto negli ambienti che contano veneziani. Nella “bottega” del Tintoretto lavoravano anche la figlia Marietta e Domenico. La prima era anche una brava ritrattista, campo importante che permetteva di farsi conoscere dai potenti e avere quindi commesse per altri lavori. Tra le opere di Tintoretto ricordo “Venere, Vulcano e Marte” del 1550, alla pinacoteca di Monaco di Baviera, “S. Giorgio e il drago” (1560), National Gallery, Londra e “Sepoltura” 1592-94 nella chiesa di San Giorgio Maggiore, a Venezia. Morirà a Venezia nel 1594, quattro anni dopo la morte per parto dell’adorata figlia trentenne, forse anche a causa del dolore provocatogli.

Giovanni Antonio Canal detto il “Canaletto” (1679 – 1768) – Importantissimo pittore paesaggista veneziano. Sue sono le mirabili vedute di Venezia, colte con particolare attenzione nei confronti delle architetture e della luce. Il padre era pittore di scene teatrali, e questo mestiere fu quello del Canaletto (nomignolo affibiatogli forse a causa della bassa statura) agli inizi della carriera. Lavorò sia a Venezia che a Roma, dove conobbe alcuni esponenti dei “vedutisti”, genere pittorico di quel periodo che attirò molto il Canaletto, ideale per le splendide vedute di Venezia che Canaletto interpretò magnificamente. Per questo, e anche grazie alla notevole tecnica che aveva acquisito, il Canaletto diventò ben presto molto famoso. E’ difficile fare una scelta meditata delle opere del Canaletto, diffuse, soprattutto in collezioni private, in tutto il mondo. Celeberrime sono le sue rappresentazioni del Canal Grande e di Piazza San Marco, tra le quali “Il canal Grande verso Rialto” del 1723, custodito al Museo del Settecento Veneziano, Venezia, e la “Piazza San Marco verso est dall’angolo di nord-ovest” del 1760, che si trova a Londra presso la National Gallery.

Giovanni Battista Tiepolo (1696 – 1770) – Concludo questa rassegna dei principali pittori veneziani con Giovan Battista Tiepolo, uno tra i più importanti pittori italiani del settecento. La prematura morte del padre, quando lui aveva solo un anno, provoca alla famiglia difficoltà economiche. Nonostante ciò riesce a imparare l’arte della pittura (ma era anche incisore e disegnatore) e a prestare la sua opera in molte località sia italiane che europee. Oltre che a Venezia, lo troviamo a Milano, Bergamo, Wurzburg e Madrid, dove morirà improvvisamente nel 1770.  Tra le opere più importanti citiamo “Il ripudio di Agar”, del 1719, alla Collezione Rasini, Milano. “Il ratto d’Europa”, 1625, Gallerie dell’Accademia, Venezia, e “La decollazione del Battista”, 1732, Nationalmuseum, Stoccolma.

Tiepolo è stato sepolto nella chiesa di San Martin, a Madrid. Chiesa in seguito distrutta così come i suoi resti.