Obey e la poster-art

ObeyLa street-art al potere. Si potrebbe riassumere così la traiettoria percorsa, in oltre vent’anni di lavoro, da Shepard Fairey, meglio noto come Obey: dagli adesivi artigianali che cominciò a disseminare in giro per gli Stati Uniti nell’89 al successo planetario dell’immagine con cui ha accompagnato Barack Obama al trionfo.

Ma per capire la potenza di quella che il critico del New Yorker ha definito “l’illustrazione politica più efficace dai tempi dell’I Want You For U.S. Army” mormorato dallo zio Sam dietro a un dito teso, non si può dimenticare il tempo delle origini. Lo ha fatto Sabina De Gregori che, dopo il libro su Bansky, pubblica ora Shepard Fairey in arte Obey.

La vita e le opere del re della Poster Art (Castelvecchi). “Si può passare molto tempo a celebrare l’arte di Obey. per esempio, il volto di Obama e i colori rosso e blu che convergono al centro, ossia i colori di repubblicani e democratici uniti in una sfida epocale. Ma la verità è che anche in questo caso la forza di Obey risiedeva piuttosto nel potere dato a chi ha distribuito i manifesti, incollato adesivi, attaccato poster in giro per l’America. E’ stato il culmine di un processo ventennale. Che si è sposato perfettamente con la campagna elettorale di Obama, fondata su spazi aperti a giovani che generalmente partecipano poco al processo politico>>. Nell’89, quando Obey cominciò  a farsi conoscere, le cose erano molto diverse. Di sticker art (l’arte di strada veicolata da adesivi) non sapeva niente nessuno e questo tipo di fenomeni venivano semmai relegati tra le forme di controcultura. <<Fairey (che ancora non si chiamava Obey) cominciò con gli adesivi che ritraevano il volto di Andrè the Giant, un wrestler francese affetto da gigantismo. In quei tempi il suo slogan era la celebre frase di McLuhan “il mezzo è il messaggio”. Non importava cioè quel che si diceva, ma il mezzo utilizzato per dirlo. E infatti lo stupore che suscitavano i suoi adesivi era dovuto soprattutto all’assenza di scopo pubblicitario. L’immediata risonanza fece partire la macchina e spinse Fairey a lanciare messaggi veri, in primo luogo contro il Grande Fratello>>. Oggi Obey possiede una galleria d’arte a Los Angeles, un’agenzia di comunicazione e una linea d’abbigliamento.

Roberta Durante

Roberta Durante è una di quelle coi capelli lunghi marroni e gli occhi marroni