Nasce la laurea in arti, patrimoni e mercati


Un seminario tra gli “oggetti sonori” di Fabio Novembre. Una lectio magistralistra i disegni di Alessandro Mendini. Un esame sotto i progetti avveniristici di Frank Gehry. La Triennale si trasforma in università. In collaborazione con lo Iulm, organizzerà un nuovo corso di laurea magistrale in Arti, patrimoni e mercati. I cinquanta studenti (specializzandi) che potranno iscriversi a partire dal 2009-2010 passeranno il primo anno allo Iulm e il secondo interamente in Triennale per toccare con mano come si organizza una mostra, come si pu allestire, come fare la comunicazione, come reperire i fondi necessari. Un vecchio pallino di Rampello che lo ha esplicitato chiaramente nel suo Manifesto della cultura: mettere in rappresentazione il fare. E quale migliore rappresentazione del fare è trasformare la Triennale in un “laboratorio” dove il fare si tramanda e si attualizza?

“Una rivoluzione” la definiscono il presidente della Triennale e il rettore dello Iulm, Giovanni Puglisi. Che potrebbe allargarsi ad altre università e ad altre istituzioni culturali. è l’auspicio del ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, che ha “benedetto ” il patto tra Iulm e Triennale. “è uniniziativa spontanea di Iulm e Triennale. Noi seguiamo con molto interesse questo progetto e speriamo che possa essere preso a modello da altre istituzioni culturali e da altre università. Non solo a Milano, ma in tutta Italia”. Gli scenari che si aprono sono suggestivi. Basta dare sfogo alla fantasia. LUniversità degli Studi di Firenze e gli Uffizi. La Biennale con l’Università di Venezia. La ricchezza dei musei vaticani e le grandi università cattoliche. Bondi vede in questoperazione anche unopportunità per la riforma del ministero che “dovrebbe essere approvata dal Parlamento entro un mese” e che prevede la riqualificazione e la rivalutazione di tutto il sistema museale italiano. “C’è uno stretto rapporto – ha detto il ministro Bondi fra la valorizzazione e la tutela dei beni culturali e artistici. Non si pu fare valorizzazione senza tutela e viceversa”. “E noi stiamo andando proprio in questa direzione replica Rampello creando i manager necessari a questa riqualificazione del sistema museale”. “Non vogliamo formare solo delle vestali dell’arte – attacca Puglisi – ma un laboratorio che metta insieme arte e cultura, patrimonio e mercato, conoscenza e turismo”.

Insomma, una giusta via di mezzo, tra la sacralità della cultura propugnata dai puristi e la visione dell’arte come mercato.