Muore Lucian Freud ma un ritratto è per sempre

Lucian Freud

Nipote di Sigmund e di Anna, padre della scultrice Jane, ultimo grande umanista che ha rappresentato le nostre ossessioni e la decadenza del corpo rivoluzionando l’arte del ritratto, è morto ieri, ad 88 anni, Lucian Freud: un colosso della pittura contemporanea. Nato a Berlino nel 1922, si trasferì a Londra dopo l’avvento di Hitler, servendo, poi, nella Marina mercantile britannica.

Fondamentale per il suo sviluppo artistico e’ stato l’incontro, nei primi anni ’50, con Francis Bacon, da lui ritratto in uno dei suoi lavori piu’ famosi. Nelle sue opere, spesso scioccanti per la crudezza dei particolari, amava ritrarre persone che conosceva bene, i suoi amici, le sue compagne, i suoi figli. ’’Voglio che la pittura sia carne’’, affermava: una carne tormentata, ridondante, come quella strabordante dal divano sfondato su cui dorme una donna obesa (Sue Tilley), nel celebre quadro del 1995 ’Benefits supervisor sleeping’, acquistato nel maggio 2008 da Christie’s per circa 34 milioni di dollari. Il gallerista William Acquavella, agente del pittore, ha detto ieri alla BBC: “Viveva per dipingere e ha dipinto fino all’ultimo della sua vita’’. La sua ultima grande mostra e’ stata la primavera del 2010 al Centre Pompidou a Parigi.

L’anno prossimo e’ prevista una sua grande retrospettiva nella capitale britannica in occasione delle Olimpiadi londinesi. Sebbene, come detto, influenzato da Bacon ed Hopper, le radici mittel-europee ed il suo essere un Freud a tutti gli effetti, si percepiscono appieno nella sua ossessione per il soggetto, che deve rivelare tutto se stesso in modo che si possa selezionare cosa ritrarne. Così nei suoi quadri (specie dai primi anni ’60 fino ad oggi) trasferisce tutta la personalità dei suoi soggetti, dopo averla studiata a lungo, seguendo un approccio molto vicino ai filosofi esistenzialisti e ai pittori espressionisti tedeschi, poi caduti vittima dei nazisti.

I suoi punti di riferimento, da buon figlio della Germania che fu, sono i grandi pittori del passato, a partire dai ritrattisti olandesi come Frans Hals e poi giù fino a Watteau, Corot e Cezanne e proprio per conoscere a fondo i lavori di questi maestri, si recava in visita nei musei di mezza Europa e vi trascorreva lunghe giornate, un po’ come era uso nella Germania ottocentesca e novecentesca.

Fino agli anni Ottanta la sua opera è apprezzata soprattutto da chi difende la pittura “vera”, intrisa di autentico vissuto (per intenderci, critici come Giovanni Testori o Jean Clair), ma la tendenza del gusto cambia in Gran Bretagna a partire da una mostra come “The New Spirit in Painting»”alla Royal Academy di Londra (1981), che propone una lettura in termini postmoderni anche del suo lavoro, e soprattutto con il successo negli anni Novanta della Young British Art, con alcuni esponenti come Jane Saville e Ron Mueck che sono chiaramente influenzati dalla ipertrofica e impressionante “fleshness” dei suoi enormi nudi maschili e femminili, come quelli della “Big Sue” (Tilley). Ed è così che Freud diventa (sostenuto da mercanti come Anthony D’Offay, da direttori di musei e da potenti operazioni mercantili internazionali) un maestro anche per le nuove generazioni e uno dei più quotati artisti presenti sul mercato.

Roberta Durante

Roberta Durante è una di quelle coi capelli lunghi marroni e gli occhi marroni