Mostra del Cinema, Venezia 65

Quest’anno l’assegnazione della Coppa Volpi ha creato non poco scompiglio. A spuntarla è stata l’ottima interpretazione di Silvio Orlando ne “Il papà di Giovanna” di Pupi Avati. Un Silvio Orlando commosso ed emozionato, che è salito zoppicante sul palco per dire che “Sì, è una coppa, senza dubbio. Ringrazio la giuria, non è spiegabile in poche parole che cosa significhi vincere per un attore italiano. Quando sono arrivato mi hanno chiesto che cos’è la fortuna. Non ho saputo rispondere. Ci ho pensato un po’ e poi ho capito che la fortuna vera è incontrare le persone giuste, che sono dei begli esseri umani. Nella mia carriera ho incontrato Salvatores, Luchetti, Moretti etc.. tutte persone meravigliose. Ringrazio tutto il cast, per questo film molto corale in cui tutti hanno dato tutto. Alba, che è l’altro pezzo della mia vita”.) Sul fronte femminile, le indiscrezioni avevano messo in pole position Dominique Blanc de “L’Autre” di Bernard/Trividic e qualcuno aveva nominato Kim Basinger ma senza davvero crederci troppo. Di italiane nemmeno l’ombra. Blanc non era stata neppure vista però sul red carpet, metro di giudizio dubbio, comunque, e in questo caso anche errato, dato che l’abbiamo vista alzarsi non appena è stato pronunciato il suo nome. Premio tutto sommato piuttosto meritato: in un Festival che non aveva poi puntato troppo sulle interpretazioni femminili (occorreva un premio speciale per il “cast” di “Shirin” di Kiarostami), Blanc aveva retto da sola un film tutto sommato fiacco nei presupposti, concedendosi anche – da personaggio folle, da copione, s’intende – ben due martellate in testa.
Il vincitore del Leone d’Oro di Venezia 65. è “The Wrestler” di Darren Aronofsky, per il quale molto, a sentire Wenders come altre opinioni, ha fatto l’interpretazione del redivivo Mickey Rourke. Sentendosi chiamato in causa e poi invitato da Wenders stesso, questi è salito insieme al regista a ritirare il premio.