Manca l’uomo artigiano e l’arte va in crisi

sennettL’uomo artigiano di Richard Sennett, scritto nel 2008, edito all’inizio del 2009, ha anticipato un sommovimento che l’estetica contemporanea, dall’arte al design, dall’architettura alla musica, oggi raccoglie in pieno mettendo in crisi quasi mezzo secolo di minimalismo e rompendo definitivamente la convinzione che il fare sia ormai estraneo alla sfera della creazione. Sociologo, docente alla New York University e alla London School of Economy, autore di saggi quali L’uomo flessibile e La cultura del nuovo capitalismo, Sennett sostiene che la vecchia figura dell’homo faber, colui che sa fare con le proprie mani vantando perizia e conoscenza non comuni, è la salvezza contro la mediocrità del «basta che sia fatto», contro il diktat per cui nelle accademie e nelle scuole d’arte non si deve insegnare la perizia tecnica ma solo la speculazione pura disgiunta dall’oggetto finito.