May Lynn, 16 anni, una vita di stenti nello spietato Texas della Grande Depressione e il sogno di andare a Hollywood per diventare una stella, è finita in fondo al fiume ammanettata a una pesante macchina da cucire. L’ottuso sceriffo locale sembra disinteressarsi del caso, e quindi toccherà agli amici di May Lynn – Sue Ellen, voce narrante del romanzo, e i coetanei Jinx e Terry – indagare sull’omicidio e realizzare ciò che resta del sogno della ragazza, portandone le ceneri verso la Mecca del cinema lungo un itinerario irto di pericoli, tra cui un assassino sovrannaturale. E’ Acqua buia (Einaudi, pp. 350, euro 18,50), nuovo romanzo di Joe Lansdale, lo scrittore che più di ogni altro ha reso il Texas un orizzonte leggendario popolato di mostri, eroi e gente costretta a farsi giustizia da sé. “L’ispirazione per Acqua buia? Sono cresciuto lungo il corso del Sabine RIver e ho sentito tante storie di corpi ripescati dal fondale. Ho avuto amici che pescavano nei modi più pericolosi: con la dinamite, con il veleno. Ho messo questi ricordi nella scena di apertura, e tutta la storia è filata via con naturalezza”. Racconta Joe Lansdale. “il tempo del romanzo?” Gli anni Trenta, quando mio padre per fare qualche soldo andava a fare il lottatore alle fiere di paese”. Acqua buia, che qualche giorno fa è stato opzionato per il cinema, è stato paragonato da diversi critici, tra cui quelli del New York Tims, alle storie di Mark Twain. Non stupisce dunque la statura eroica della protagonista.La particolarità artistica di Lansdale è che più indulge in personaggi a forti tinte, più si allontana dalla narrativa di genere per toccare il cuore vivo della letteratura.