La vera bellezza (non) è nel cuore

bellezza-lookPer essere belle le abbiamo provato davvero tutte. Chili e chili di fanghi di alghe stesi con la cazzuola sul volto, sulle braccia e sulle cosce dove per completare l’opera ci consigliavano di avvolgerci in almeno un metro di pellicola trasparente; all’appello mancavano solo un filo d’olio e del rosmarino in bocca per essere pronte all’infornata.  Poi siamo passati alle cremine… ma davvero queste modelle finte acqua e sapone vorrebbero farci credere che sarebbe meglio stendere uno strato di crema all’estratto di uva sulle nostre fosse biologiche, piuttosto che stendere un mero velo di triste pietà? Pantaloncini contenitivi che ci facevano sembrare il Cipollini dei tempi d’oro, panciere antistupro e perfino il reggiseno sportivo durante la notte non hanno sortito purtroppo gli effetti tanto agognati. Infine eccoli, i salvatori della patria, quelli che vorrebbero farci credere che la vera bellezza risiede nel cuore, nell’ironia, nella sensib…zZz.

Questo articolo nasce per guardarci virtualmente in faccia e soprattutto parlarci con onestà e riconoscere in ognuna di noi il vero segreto di bellezza, quello che davvero ci permetterà di stare bene con noi stessi e con gli altri e che si racchiude in un solo verbo: mentire. Eh sì care amiche, la fiera del buonismo è finita (andate in pace), anche noi abbiamo bisogno di attirare qualche sguardo compiaciuto di un normodotato, non come me che una volta mi sono sentita urlare da una macchina “a bellaaaa” per accorgermi due secondi dopo che si trattava di uno strabico all’ennesima potenza, con tanto di occhiali a culo di bottiglia.

Per cui ecco a voi, in una trasmissione che vi consiglio di conservare per le vostre figlie e nipoti, quelle piccole menzogne che permetteranno anche a noi di apparire non fighe, ma quantomeno appetibili:

Look notte: Ecco uno dei momenti più dolorosi, quella domanda che ti mette in imbarazzo quasi come se ti chiedessero la differenza tra realtà noumenica e fenomenica, che ti spiazza lasciando un vuoto dentro peggiore dell’aspira saliva dal dentista. Facciamocene una ragione, prima o poi qualcuno ti chiederà “ma tu come vai a dormire?”. Ed è qui che tu vorresti guardare il tuo interlocutore, scoppiare a piangere e svelare la parte più profonda di te, quella che in inverno si copre di almeno 8 strati di pile sovrapponibili, due paia di calzini, uno di calze di lanetta e pure lo scaldacollo non sia mai dovessi prendere freddo nel tragitto dal letto al bagno; quella che in estate indossa il pantaloncino della tuta e la maglia a mezze maniche dell’oratorio; quella che il pigiama buono lo tiene da parte “non sia mai mi faccio male e mi ricoverano”. E invece no, fatevi forte della menzogna e in un atto di eroico coraggio provate a descrivervi come donne abbastanza calde (non troppo però altrimenti vi crederanno nel pieno della menopausa), tanto da addormentarvi con quella trasparentissima sottanina di seta, i capelli appena spazzolati e qualche spruzzo del vostro profumo preferito. Evitiamo bugie come quella di andare a dormire solo con due gocce di Chanel, tutte ignude, perché non ci crederebbe nemmeno vostra nonna, sì, proprio quella con l’arteriosclerosi.

Look giorno: Su questo dettaglio ecco emergere dalle profondità il mio tallone d’Achille: la canottiera. Ho pensato che passare dal caldo cotone dentro e lana fuori alle mitiche canottine Pompea mi avrebbero permesso quantomeno di assumere le parvenze di una ragazza moderna; la verità dei fatti è che dovunque tu sia, qualsiasi cosa tu stia facendo, specialmente le più imbarazzanti, sarà allora e solo allora che questo diabolico indumento uscirà fuori mettendovi nel peggiore degli imbarazzi. “Ma che ti metti la maglia della salute?” la più classica delle domande, a cui vorresti rispondere che sì, te la metti da quando avevi 6 anni, e che da quando hai scoperto la tecnica di incastrarla nelle mutande non corri più nemmeno il rischio che passi uno spiffero di aria. Risposta più adeguata sarà quella di andare cortesemente al bagno e con estremo dolore alzare l’indumento tanto almeno fin sotto al reggiseno; giunti di nuovo al cospetto dell’interlocutore potremo fare sfoggio di una pancia alla Raffaella Carrà nel tuca tuca, attenti solo alle congestioni.

Imbottiture: Per noi donne il segreto di menzogna è uno e uno solo, il mitico push up. Aumentante per chi naviga tra le ebbrezze della taglia retromarcia, elevante per chi invece rischia quotidianamente il rischio di inciampare tra i propri capezzoli, il reggiseno è la vera e propria arma di seduzione. Giammai quindi spiegare le funzionalità del nostro super imbottente carrello elevatore, quanto piuttosto rispondere con una certa disinvoltura “è tutto merito di madre natura”… credici.

Ovviamente un piccolo riferimento anche al contraltare maschile, per cui voglio credere che non esistano più gli uomini che si imbottiscono il pacco con dell’ovatta per far sembrare la propria patta la pulsantiera di un quiz televisivo. Se foste ancora tra gli affezionati a questa vecchia abitudine vi consigliamo di riporre quanto prima le armi, onde evitare spiacevoli disattese.

Gambaletto: Un amico mi faceva notare che il gambaletto rappresenta la vera e propria tecnica fallace di seduzione, quella che lascia intendere una autoreggente da “Ieri, oggi e domani”, ma che in realtà nasconde una mezza calzetta a cui l’unico accompagnamento degno è quello di una peluria ben in vista.

Calze a rete, con decori, magari di qualche colore acceso, il gambaletto farà credere al vostro partner di aver scovato, dopo mesi di mal di testa, e giorni di “non ho voglia”, la serata ideale per ridare vita alle gioie dell’amore. Per ovviare allo scomodo inconveniente di dare visibilità a questo accessorio, basterà semplicemente sfilare di dosso i jeans contemporaneamente alle vostre calzette per risparmiare al malcapitato l’orrore che si cela in realtà dietro al vostro appeal.

Questi pochi e semplici consigli per provare, in maniere nettamente truffaldine, a ottimizzare il nostro, seppur scarno, potenziale. Mie care principesse, dopo anni di notti insonni a soffrire i fastidi del pisellino sotto venti materassi, forse è giunta l’ora di farlo salire qualche strato più su.

Federica Di Martino

Gli adulti dimenticano, i bambini no. (In Treatment)