La Madonna di Fiesole

madonna.jpgUna vergine dallo sguardo perso nel vuoto, assorto e un po’ triste, intrecciata in un gioco di gesti al suo bambino stretto a lei in cerca di protezione. Si presenta così al visitatore la ‘Madonna di Fiesole‘, una inedita terracotta policroma dipinta a freddo attribuita per la prima volta al Brunelleschi, esposta al pubblico dal 15 dicembre al 28 febbraio al Museo dell’Opificio delle Pietre dure di Firenze. L’opera, degli inizi del Quattrocento, era sconosciuta agli studiosi ed è stata scoperta casualmente dai restauratori dell’Opificio durante un sopralluogo al Vescovado di Fiesole e sottoposta a un restauro durato due anni. Secondo quanto dimostrato dalle indagini condotte dall’Opificio col contributo dell’Arpai (Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano), la terracotta è un prototipo originale, modellato direttamente in creta, da cui è stata tratta una matrice per realizzare numerose repliche in terracotta e in stucco.

L’autore della scultura è Filippo Brunelleschi. Alcuni studiosi attribuiscono questo tipo di Madonne alla scuola del Ghiberti. Lo studioso Luciano Bellosi, invece, le riferisce al maestro del San Pietro di Orsanmichele, che individua nel giovane Brunelleschi, in una fase poco nota della sua attività che si colloca dopo il concorso del 1401 per le porte del Battistero e prima delle grandi opere architettoniche.