La cultura appesa a un filo

A Viareggio la prima mostra di libri “appesi al muro”.

E’ in corso – e rimarrà aperta fino al 31 ottobre – a Viareggio presso Icaro (via Ugo Foscolo, 46) la mostra “La cultura appesa a un filo” organizzata da Giovane Holden Edizioni in collaborazione con Associazione Culturale I soliti ignoti.
Si tratta della primo tentativo di mostra di libri appesi a una parete, come se fossero quadri.

Nel corso della mostra – il 5 e il 19 ottobre a partire dalle 20.30 – sono previsti due incontri letterari dedicati a poesia e narrativa edita e inedita.

Una mostra nasce con l’intento di far conoscere al pubblico l’opera di uno o più artisti.

Sempre più spesso l’arte contemporanea esce dagli spazi canonici per porsi fuori dalla classica torre d’avorio e contaminarsi in circuiti più terreni e accessibili.
Finora lo spazio per un’esposizione di libri era quello delle kermesse letterarie che ospitano conferenze, letture, presentazioni e stand fieristici.
L’intento di questa mostra è quello di convogliare i due ‘mondi’, quello artistico e quello letterario dando origine a una mostra di libri appesi al muro (come quadri). Tema della mostra e file rouge dell’intero evento l’evoluzione di una piccola casa editrice che in cinque anni ha portato un titolo in testa alle classifiche di vendita su Repubblica, ha pubblicato un volume assai originale e provocatorio di cui ha parlato tutta Europa, ha legato il suo nome a progetti di solidarietà e dato spazio a voci ‘inedite’ che pian piano si sono affermate nel circuito letterario.
Come è avvenuta la scelta di un titolo rispetto a un altro? Una mostra, a parità di qualità, attira l’interesse e acquista spessore se la scelta dei ‘pezzi’ esposti risponde a criteri ben definiti. Ma una mostra di libri appesi al muro? A quali criteri può rispondere? Precedenti tentativi a cui rifarsi non ce ne sono…
È stata privilegiata la realizzazione di copertina, così da rispondere all’aspetto grafico ed estetico come sarebbe avvenuto per una mostra, ad esempio, pittorica e/o fotografica?

Oppure, trattandosi di libri, il cui contenuto è ritenuto assai più importante dell’aspetto esteriore, si è voluto privilegiare la storia, le tematiche affrontate?
Oppure ancora, è una scelta casuale e/o dettata da incomprensibili motivazioni di un direttore editoriale?
Di certo c’è solo che la scelta della location ha indotto – a torto o a ragione – a privilegiare autori versiliesi o limitrofi.
L’osservatore attento così come il visitatore distratto, entrambi si formeranno un’opinione. E ogni opinione sarà quella giusta. Perché l’intento, tra gli altri, è quello di avvicinare, in un ambiente- spazio espositivo elegante e raffinato ma non canonico, il maggior numero possibile di persone a quell’oggetto vagamente misterioso che si chiama libro…