Intervista semiseria a Lino Toffolo

Attore, cabarettista e cantante, comico d’altri tempi che ha fatto della comunicazione in dialetto veneziano il suo credo. Lino Toffolo è stato un’icona della televisione degli anni Settanta ma grazie anche al teatro non ha mai smesso di recitare, spesso e volentieri in dialetto.

Lino Toffolo

Negli ultimi anni è tornato alla ribalta grazie ad una fiction televisiva con Lino Banfi e con una rappresentazione teatrale che lo ha visto portare in scena in un teatro minore del centro storico veneziano (il San Gallo) “Lei chi è?”, la storia di un anziano malato d’alzehimer. Muranese e residente a Murano, talent scout del duo Carlo e Giorgio (anche loro muranesi purosangue) si racconta in questa intervista semiseria in attesa di tornare in scena con il suo ultimo lavoro.

Lino Toffolo e ilteatro, un rapporto senza fine. “il palcoscenico – più della tivù e della cinema – per me è un vizio, una droga, perché hai il contatto e la risposta immediata del pubblico: una specie di gratta e vinci.

Attori si nasce o si diventa? “artisti si nasce. Attori, molte volte, purtroppo per il pubblico, si diventa”.

È un mestiere senza eredi il suo? I veneti soffrono ancora della vocazione di arrivare secondi. Mancano ancora di una percentuale di autostima. Ma le cose, epr fortuna, stanno cambiando. Coraggio e auguri”.

Carlo e Giorgio in due aggettivi? Uno solo: bravissimi. A loro manca solo di incrociare l’occasione per diventare un fenomeno nazionale. Ma fidatevi, prima o poi succederà”.

Ma Johnny Bassotto alla fine l’ha scoperta la verità, come cantava lei in un celebre disco qualche anno fa… o intende svelarcelo in un prossimo disco? “a Johnny manca sempre un’udienza! Il disco, con canzoni vecchie e nuove, forse lo farò con Paolo, mio figlio”.

Dalla fiction televisiva al teatro: grazie al suo spettacolo “Lei chi è?” ha portato in scena un male dei nostri tempi… l’alzheimer, si dice spesso, una volta non c’era. Ma perché morivano prima. Lei chi è?, la tragicommedia della vita, sono due tempi, come una partita di calcio, che esemplificano questa malattia tremenda (che in pochi anni e in effetti con effetti comici) riduce, una persona intelligente e attiva, in una larva. A teatro si ride e ci si commuove (è dopo a casa che si pensa). E per evitare di far uscire il pubblico col magone, il secondo atto lo facciamo prima.

Roberta Durante

Roberta Durante è una di quelle coi capelli lunghi marroni e gli occhi marroni