Secondo appuntamento con le interviste di Cultura.it. Questa volta Lorenzo Renzulli “chiacchiera” con Francesco D’Isa, artista e fumettista, che parla del suo rapporto con l’arte, dei suoi progetti e di come utilizza Internet per portarli avanti.

Francesco D'Isa1) Parlaci brevemente di te, della tua formazione e di come ti sei avvicinato all’arte.

“Creo” sin da bambino, dunque direi che più che avvicinarmi all’arte mi sono esplicitato; nella mia formazione mi ha aiutato – se così si può dire – un grave incidente automobilistico, che a diciotto anni mi costrinse a letto per un lungo periodo. All’università ho studiato filosofia e per tutto il resto sono autodidatta.

2) Come definiresti le tue opere, rientrano in un genere o uno stile preciso?

Permettimi di schivare la domanda con un escamotage: un autore non può descrivere le sue opere meglio di quanto non facciano loro stesse, pena il fallimento. Non ho un genere di riferimento, anzi tendo a attingere il più possibile in vari ambiti in base alle esigenze; se fossi un critico forse direi che sono vicino al “realismo magico”, ma come scrisse Nabokov gli -ismi muoiono e le opere restano.

3) Quali sono i tuoi modelli o le tue fonti d’ispirazione?

Davvero troppi per una lista che non sia lunghissima o superficiale. Li trovo in mille ambiti, dall’arte alla letteratura al cinema, e devo ammettere che sebbene delineino il mio gusto esulano da una definizione precisa.

4) Parlaci di “Liebe macht nicht frei, baby!” come è nata l’idea e come si è evoluta?

Si tratta di un fumetto che scrissi nel 2006, quando Hitler non era ancora un soggetto di moda. È un lavoro a cui sono affezionato, ma vari elementi ne hanno sempre limitato l’appetibilità: la brevità, solo 15 tavole, la trama, Adolf Hitler che scrive una lettera d’amore, il tema, una sorta di pamphlet filosofico/allegoria sull’amore e infine il titolo “Liebe macht nicht frei, baby! – Bildstreifen zum Kampf um die Wahrheit” parodia di due slogan nazisti, uno fin troppo noto e l’altro preso dal settimanale antisemita Der Stürmer, che si professava “settimanale in lotta per la verità”. Ora è disponibile in una sua edizione rinnovata su Retina Comics, una piattaforma di distribuzione e promozione di fumetti “d’autore” in formato digitale che non troverebbero mercato altrimenti, vuoi per il tema vuoi per la brevità.

Si trova qua: http://www.retinacomics.org/francescodisa/storie/liebemachtnichtfreibaby/

5) Parlaci di “I”

“I.” è il mio libro illustrato uscito con la casa editrice Nottetempo nel 2011. Parla di un personaggio che cerca la sua identità in una serie di tavole illustrate, nelle quali si può identificare con questo e con quello, avere ogni età e ogni genere, essere qui e ovunque, prendere una forma e perderla. Le immagini utilizzate sono di pubblico dominio o sotto una licenza creative commons, montate e talvolta modificate. Il risultato è una specie di codice miniato medioevale unito a una collezione di aforismi e ad un pamphlet filosofico settecentesco, più che un vero e proprio fumetto.

6) Parlaci di slicedart.org

Si tratta di un’opera gigantesca, di sei metri per sei, che ho “affettato” e messo in vendita “al trancio” su www.slicedart.org. Il lavoro è idealmente diviso in 900 unità di 20×20 cm, ed ognuna di esse è in vendita per piccoli, medi e grandi mecenati. In base al numero di unità che un mecenate è disposto a finanziare, ottiene qualcosa in cambio: tutti avranno almeno una pubblicità sulla/sulle unità acquistate, ma i più generosi otterranno anche riproduzioni ad edizione limitata, il loro nome nel quadro, il loro ritratto al suo interno, un banner in tutto il materiale promozionale etc. L’idea è che più sponsorizza, più il “mecenate” otterrà visibilità, sia nel sito che nell’opera stessa. Accanto all’opera, la sezione Patrons del sito sarà anche una mappa di gallerie, artisti, appassionati d’arte etc., e la costruzione di quest’opera è anche un modo per metterli in contatto e pubblicizzarli.

7) Cosa pensi del fumetto in Italia?

Quel che penso di ogni produzione intellettuale italiana: ottimi autori in un ambiente ostile, costretti a piegarsi a timori commerciali poco intelligenti, attualmente acuiti dall’attuale crisi editoriale. Ci sono molte eccezioni, è ovvio, ma se i nostri imprenditori culturali avessero il coraggio che hanno alcuni dei nostri autori sono certo che si otterrebbe un buon ritorno commerciale: soprattutto nei paesi in crisi culturale è un errore sottovalutare il bisogno di intelligenza. La radice del problema comunque è altrove, nella progressiva demolizione culturale operata da alcune forze politiche con la connivenza di altre.

8) Usi molto la rete: siti, blog, social, per promuovere il tuo lavoro? Quali di questi strumenti preferisci e perché? Quali ti danno maggiori soddisfazioni?

Senza la rete non avrei mai potuto fare nulla e credo che questo valga per moltissimi altri. Non ci sono preferiti, spesso si è costretti a usare anche strumenti che non si ama (Facebook ad esempio), ma tutto è ugualmente indispensabile.

9) Quanto tempo disegni al giorno e quanto tempo passi online?

Ultimamente ho altri progetti e non disegno molto. Sto online 24 ore su 24 e lavoro mentre sto online. La risposta comunque è “tantissimo”.

10) A quali progetti stai lavorando? Cosa vorresti fare in futuro?

Ho scritto il mio primo romanzo per cui sto valutando alcune proposte e ne ho iniziato (e quasi finito) un secondo nella spossante attesa.

http://www.gizart.com/