Il volo dei corvi

In un tempo in cui si parla di Cina e di paesi emergenti, è tornata a spintonare una nazione che, sino a qualche anno fa, si sarebbe comodamente relegata in un secondo piano. Parliamo di Russia, della vastissima abnorme nazione che predomina un numero imprecisato di etnie e popoli.
Checché se ne dica, le caratteristiche peculiari delle persone che abitano un luogo piuttosto che un altro, non sempre coincidono alla perfezione. Così accade con Londra, con Parigi, Roma, città talmente vaste da permettere la presenza di un microcosmo nel macrocosmo della nazione. Pensiamo poi alle singole regioni, le tradizioni di un particolare paese rispetto ad un altro, delle contaminazioni e di molto altro.
Trasponendo questa concetto nella grande Russia, ci dovrebbe essere da rimanere sorpresi, ed invece non è così. Questo perché, effettivamente, come per la sopraccitata Cina, la conoscenza di quel mondo – se non in sporadici casi -, è rimasta germoglio senza effettivamente sbocciare.
Non volendo dilungarmi oltre, premettiamo che Il volo dei corvi di Sergej Nosov tratta degli abitanti di una particolare città: San Pietroburgo.
Considerata la “Venezia del nord”, fu costruita con l’aiuto di famosi architetti italiani, i quali l’hanno plasmata secondo direttive liberty, di fatto costituendo una intrinseca infrastruttura illuminata nella psicologia sampietroburghese.
Tre bizzarri personaggi divengono improvvisamente celebri. L’occasione si ha quando una giovane studiosa dell’arte decide di recensire una loro foto giovanile, in cui stanno urinando da un ponte sul fiume Neva. Quello che sino a poco prima era la testimonianza di una bravata, diviene preciso gesto artistico.
Tralasciando la pungente comicità insita in questa considerazione, risvegliati dai torpori di una vita condotta secondo un semplice tirare avanti, i tre si ritrovano a voler portare avanti questa loro inaspettata spinta artistica.
Di qui il libro è un ritrarre situazioni grottesche: come riescano ripetutamente a prendere il treno venendo sempre beccati senza biglietto, le condizioni in base alle quali la Germania considerava i rifugiati politici russi.
Da valutare la parte in cui vi sono elaborazioni che portano a una sorta si inscatolamento del proprio gesto in una delle correnti artistiche del tempo: se a prima vista può sembrare stimolante per un addetto ai lavori – soprattutto in un’ottica prettamente locale del fenomeno –, per un lettore con scarsa propensione verso voli pindarici di tal fatta, temiamo risulti eccessivamente verboso. Da puntualizzare la profusione di vodka e tabacco: evidentemente in Russia ancora poco diffusa un’idea salutista.

Titolo: Il volo dei corvi
Autore: Sergej Nosov
Editore: Voland
Anno:2008