IL MAN… MUSEO D’AUTORE

Sto seguendo il lungo strascico polemico derivante dal progetto di ampliamento dell’ingresso del Man, cui si accederebbe da una mega apertura ariosa e moderna che modificherà una vecchia facciata con aperture prima nella norma armonizzate nella piazza S. Satta, realizzata da Costantino Nivola.
Ciò si farebbe in nome di un grande innegabile successo di azione a favore dell’arte, ottenuto dallo stesso Man e per una migliore fruizione dello stesso museo, che ha il diritto di essere ingrandito e reso più fruibile, però mi domando: “se il Man, su vecchie dignitose strutture, a suo tempo sapientemente adattate senza ritoccare l’esterno, ha riscosso grande favore tanto da quintuplicare in un decennio il numero di visitatori, è proprio necessario un appariscente mega ingresso creato a discapito di una facciata modesta di architettura domestica sarda, così voluta da Nivola, compromettendo, forse definitivamente, l’armoniosa visione d’insieme della piazza e turbandone il suo spirito?”
Suggerisco un’altra idea, sempre per una migliore fruibilità del museo: se non è possibile spostare l’ingresso, o rivalutare quello esistente si lasci la facciata com’è, ma sorprendiamo il visitatore facendogli trovare all’interno, subito dopo un ingresso normale e adeguato, un arioso, ben illuminato, e accogliente comodo atrio, come se le sale del museo Man, fossero il seguito magico della piazza.
Ciò sarebbe veramente una soluzione di grande dignità perché gli attribuirebbe un pregio in più, e insieme un atto di rispettoso omaggio verso un artista che con la semplice, silenziosa e statica ambientazione in cui ha voluto ricordare il poeta inserendo nel granito le mini sculture bronzee, ha anche voluto nobilitare non “cristallizzare” quell’architettura domestica cui, per certe problematiche decorative si ispirò lo stesso grande Le Corbusier. Non dimentichiamo che l’opera di Nivola è un canto inneggiante all’atavico spirito riservato dei sardi e della Sardegna: vedasi in proposito anche la sua idea di Orani, abitato immerso nel verde.
Così non sarebbe necessario piangere a Nuoro su un nuovo atto irrispettoso, come già si piange sulla insana cancellazione totale de “sos sette fochiles”. Purtroppo spesso l’uomo tacita la propria coscienza, giustificando nuove violenze all’ambiente con quelle già avvenute.
Ziu Titinu non ha mai voluto nell’arte la megalomania appariscente: in tutte le sue opere anche in quelle di grandi proporzioni esiste “la modestia e l’onestà, spirito essenziale dell’arte”, ora scandita con la semplicità della tecnica, vedi il graffito della facciata della chiesa della Itria in Orani, ora indicate con lo scorrere narrativo dei simboli o delle immagini, come nelle facciate decorative dei grandi edifici pubblici.
Non posso non sentire e tanto meno, dimenticare essenzialità che lui stesso mi insegnò quando da giovane nel lontano 1963, mi incoraggiò nel mio percorso artistico presentando a Nuoro la mia prima mostra personale.
Chiudo questa mia riflessione con un fatto personale accadutomi verso la metà degli anni sessanta. Dopo aver appena visto insieme il già citato graffito della chiesa d’Itria di Orani e dopo avermi chiesto cosa ne pensavo, un amico parroco mi palesò l’idea di voler cancellare l’opera. Cosa peraltro allora per qualche verso giustificata dal fatto che non era ancora arrivata in Sardegna la fama della autorevolezza dell’opera dell’artista all’estero, spaziante già ben oltre il campanile del nostro paese natale. Fu forse questa anche la causa del 2° posto assegnatogli a Sassari nel concorso per il monumento alla Brigata Sassari e la motivazione per cui, ristrutturando il noto locale Su Recreu a Cala Gonone, fu cancellata l’opera grafica di Nivola che abbelliva lo stesso, nelle pareti interne.
Un po’ contrariato, un po’ scandalizzato, risposi al mio interlocutore citando lo storico intervento del Braghettone per coprire le nudità michelangiolesche nella Cappella Sistina, mettendolo in guardia dal pericolo di passare alla storia per un fatto similmente eclatante. Ci ridemmo su, continuando a percorrere la strada verso casa, ma credo che l’ironia scherzosa della mia risposta portò alla giusta soluzione di non distruggere e di non cancellare.
Anche per l’ampliamento dell’ingresso del Man, invito a riflettere pensando a trovare, se ne esistono, soluzioni alternative vedi anche quella testè indicata, sicuro che il Man, ben gestito, continuerà a crescere vista la dinamica e lodevole verve di chi lo dirige.
Invito infine a ricordare che l’arte non ha proprio necessità di polemiche nè di parte nè di ripicca, per cui a tal punto mi resta in mente un grosso punto interrogativo: realizzando il mega ingresso di cui si discute si rischia veramente di fare …i Braghettoni a discapito della piazza di Bustianu voluta e accettata dai nuoresi, anche se talvolta trascurata, così come ziu Titinu l’ha realizzata, oppure, così come l’odio, anche l’affetto rende un po’ cechi facendoci vedere distorte le cose?

Gesuino Fadda