Il fulmine rivelatore

Sventato il pericolo di crollo ed anche la chiusura al culto della Cattedrale di Parma, colpita, nella notte, da un fulmine. E’ emerso da una riunione svoltasi in Comune, alla quale hanno partecipato il sindaco Pietro Vignali, il vescovo Enrico Solmi e il soprintendente ai beni artistici Luciano Serchia, oltre ai tecnici della protezione civile e dei Vigili del Fuoco.
guglia del campanile della Cattedrale di ParmaIl fulmine ha colpito l’Angiol d’or (una copia collocata ai primi del ‘900; l’originale, del 1200, si trova al Museo diocesano) sul campanile del Duomo di Parma (eretto tra il 1284 e il 1291 dopo la demolizione della precedente torre campanaria; l’ attuale campanile misura poco meno di 65 metri), con un boato che si è avvertito in buona parte della città. La saetta si è scaricata sulla croce tenuta in mano dall’Angelo e si è originato così un principio d’incendio, circoscritto dai vigili del fuoco intervenuti con diverse squadre e con l’ausilio di autoscale.
Il fulmine si è scaricato alle 2:29, bloccando su quell’orario l’orologio della cattedrale (come avvenne già a causa di una scossa di terremoto nell’estate 1971).
Il fulmine e l’incendio che la scorsa notte hanno devastato la guglia del campanile della Cattedrale di Parma potrebbero rivelarsi un contributo fondamentale per una importante scoperta artistica per la storia del Duomo stesso e, in particolare, per il ritorno al suo aspetto originale. Le fiamme che si sono propagate dopo che il fulmine ha colpito e distrutto la croce sostenuta sulla sommità del campanile dall’Angiol D’Oro ha infatti scoperchiato la guglia dal suo rivestimento in rame, applicato alla struttura nel XIX secolo, mostrando l’originaria e sino ad oggi sconosciuta copertura in cotto.