Hayao Miyazaki

Hayao MiyazakiMiyazaki Hayao nasce il 5 Gennaio del 1941 ad Akebonocho, quartiere della periferia di Tokyo, secondo di quattro figli in una famiglia agiata. Questa, per sfuggire ai bombardamenti, si trasferisce in campagna a Utsunomiya, cittadina a circa cento chilometri da Tokyo. Il padre di Miyazaki ha una ditta che produce componenti per aerei, da qui la sua grande passione per gli aerei e per il volo, elementi fondamentali e costanti in quasi tutta la sua produzione artistica. Crescendo, si rende conto di essere privilegiato rispetto a molti suoi coetanei, potendo frequentare regolarmente una scuola e partecipare ad attività ricreative; arriva a provare un senso di colpa nei confronti delle vittime del conflitto tanto più che gli aerei prodotti dal padre venivano usati dall’aviazione militare. Fin dai tempi del liceo nutre una passione particolare per l’animazione. Ma, non volendo iscriversi all’Accademia di Belle Arti, ripiega sulla facoltà di Economia, l’unica che a suo avviso gli avrebbe permesso sufficiente tempo libero da dedicare alla sua vera passione. Entra così alla Gakushuin University, la quale gli offrirà l’opportunità di frequentare il circolo dedicato alla letteratura per l’infanzia, che prevede la lettura di testi di narrativa e di fumetti sia giapponesi che occidentali. Nel 1963 consegue la laurea in Scienze Politiche ed Economiche con una tesi sull’industrializzazione giapponese postbellica e finalmente può scegliere di dedicarsi esclusivamente alla sua grande passione per l’animazione. Viene poi assunto alla Toei Doga, dopo i tre mesi di tirocinio, come intercalatore. In questo ambito avverranno tre incontri decisivi per la sua vita professionale e privata: quello con il suo maestro Otsuka Yasuo, col suo futuro socio Takahata Isao e infine con una collega di lavoro, Ota Akemi, che diventerà sua moglie nel 1965 e che gli darà tre figli. Qui collabora subito ad alcuni film d’animazione, scalando rapidamente i gradini della scala gerarchica. Nel 1968 è animatore capo e concept artist per il film “Horus: Principe Del Sole”. Si tratta di un progetto piuttosto ambizioso, la cui regia viene affidata a Takahata. In generale, tutti i membri dello staff sono persone giovani che si pongono come obiettivo la realizzazione di qualcosa che si differenzi totalmente da tutto quello prodotto fino a quel momento dalla Disney. Ci vogliono più di tre anni per portare a termine il progetto e, nonostante sia ampiamente acclamato dalla critica, la Toei Doga lo ritira dopo solo dieci giorni di proiezioni. Nel 1971, dopo aver dato alle stampe un manga, “La Tribù Del Deserto” a cui lavorava dal 1968, cambia datore di lavoro e passa, assieme all’amico, collega e collaboratore Isao Takahata, alla A-Pro. Qui esordisce alla regia dirigendo alcuni episodi della prima serie di “Lupin III” e nel 1972 da vita, insieme a Takahata alla regia, il mediometraggio “Panda Kopanda”. Nel 1973 lascia, insieme a Takahata, lo studio A-Pro per approdare allo studio Zuiyo Pictures e si dedica soprattutto agli storyboard per alcuni cartoni animati di grandissimo successo tratti da racconti europei come “Heidi” che uscirà l’anno dopo. La realizzazione di Heidi si basa sul romanzo di Johanna Spyri ed è diretta da Takahata mentre Miyazaki partecipa al progetto come realizzatore del layout di ogni singolo episodio. Quando viene trasmesso ottiene un enorme successo, sbaragliando la concorrenza del periodo. La sua descrizione della vita quotidiana di Heidi rappresenta una novità rivoluzionaria nell’ambito delle serie televisive per bambini e afferma lo stile realistico di Takahata come regista. Poi tra il 1975 e 1978 è la volta del progetto e gli scenari per “Marco – Dagli Appennini alle Ande” e “Rascal, Il Mio Amico Orsetto”, cartoni che negli anni Ottanta sbarcano anche in Italia con un grande successo di pubblico. Nel 1978 lavora a un’altra serie per la tv, “Conan, Il Ragazzo Del Futuro”, un lavoro esclusivamente suo infatti ne cura soggetto, sceneggiatura, character design, scene e regia. Nonostante si tratti di una serie su commissione, presenta molti elementi personali e contiene personaggi e tematiche cari a Miyazaki, che saranno ulteriormente sviluppati nelle produzioni successive. In particolare emerge il tema della catastrofe, rintracciabile nell’esperienza personale dell’autore e di tutto il popolo giapponese con la guerra e il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki; eventi che hanno ovviamente lasciato tracce indelebili nella memoria della collettività. Nel mondo utopico immaginato da Miyazaki vengono affermati i valori fondamentali della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà, e la natura è rappresentata con meticolosità e amore, creando un netto contrasto con la distruttiva produzione industriale, valori che ritroviamo in tutte le sue opere. Ma non per questo bisogna considerare Miyazaki come totalmente contrario al progresso e alla tecnologia, anzi la sua passione per quest’ultima emerge dalla creazione di macchine immaginarie di diverso tipo, perfette fin nei più piccoli particolari, come navi, robot, automobili e aerei. Nel 1979, oltre a collaborare come responsabile delle scenografie per la serie “Anna Dai Capelli Rossi” alla cui regia troviamo Takahata, dirige il suo primo lungometraggio: “Il Castello Di Cagliostro”, che presenta un’altra avventura del ladro Lupin III. Il lungometraggio non ottiene il successo sperato e Miyazaki si ritrova a fare lavori di ripiego, come insegnare ai nuovi assunti nello studio o dedicarsi temporaneamente alla produzione di manga. Questo tipo di lavoro non rappresenta per lui una novità, egli infatti ha già lavorato alla realizzazione di Sabaku No Tami (t.l. Popolo del deserto), fumetto ambientato nel medioevo, pubblicato su un giornale per bambini sotto uno pseudonimo.Dal 1981 al 1982 si occupa della trasposizione in chiave canina dei personaggi delle avventure di Sir Arthur Conan Doyle, ma causa problemi con la casa produttrice realizza solo sei puntate. Successivamente, nel 1982 viene contattato dalla rivista Animage che gli propone di realizzare per loro un manga con uscite mensili. Nasce così un nuovo fumetto, “Nausicaä Della Valle Del Vento”, che riscuote un successo tale da essere trasportato quasi immediatamente in un film d’animazione: gli apprezzamenti, anche a livello di incassi, sono unanimi e permettono a Miyazaki e Takahata di fondare una propria casa di produzione. Nel 1985, dunque, fondano lo Studio Ghibli (dopo aver prima fondato l’agenzia Nibariki) che produce subito “Laputa Castello Nel Cielo” uscito nel 1986. Nel 1988 è la volta delll’apprezzatissimo “Il Mio Vicino Totoro”, la cui sagoma fu poi scelta come logo dello Studio e premiato come Miglior Film dell’Anno in Giappone. Nel 1989 “Kiki’s Delivery Service – Consegne A Domicilio” si rivela un ottimo successo in patria, mentre con “Porco Rosso” nel 1992 i film di Miyazaki cominciano a circolare con regolarità anche all’estero. In questi anni il regista diviene spesso anche sceneggiatore, produttore e responsabile di molti altri processi, nei propri film, in quelli di Takahata e in altri prodotti dallo Studio Ghibli. Infatti nel 1995 produce e scrive la sceneggiatura per “I Sospiri Del Mio Cuore” e crea il video musicale “On Your Mark” per il duo giapponese Chage & Aska. Nel 1997 avviene l’inaspettato successo di “Principess Mononoke” che fa incetta di premi. Proprio dopo questo film, Miyazaki annuncia un suo temporaneo ritiro dalla regia per lasciare spazio ai più giovani registi cresciuti all’interno dello Studio Ghibli: la pausa dura però solo quattro anni, visto che nel 2001 esce “La Città Incantata”, il film che rende Miyazaki una personalità internazionale grazie al conseguimento dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino e del’Oscar come Miglior Film d’Animazione. Nel 2004 esce invece “Il Castello Errante Di Howl”, candidato all’Oscar nel 2006 come Miglior Film d’Animazione. Nello stesso 2006 Miyazaki è stato anche insignito del Leone d’Oro alla Carriera alla Mostra del cinema di Venezia e nel 2008 appare sugli schermi quel capolavoro che è “Ponyo”.

 

Roberta Durante

Roberta Durante è una di quelle coi capelli lunghi marroni e gli occhi marroni