Cultura e nuovi media: quali sono le reali possibilità?


Cosa c’entrano i nuovi media con la cultura?

Come può il mondo virtuale essere un plus per quello classico?

Interner e la cultura classica

Domande lecite, giuste e (forse) mai del tutto risolte. Quando si parla di nuovi media c’è la tendenza a evitare l’associazione con quella che viene considerata la cultura classica. Se non ci credi o non te ne sei mai accorto, leggi qui: troverai gli esempi più eclatanti a cui ho assistito.

#1 Social media? Roba da ragazzini

Ho lavorato per qualche mese in un museo della zona, appena dopo la laurea specialistica. Facebook era appena arrivato in Italia ed era una grande (grandissima) novità. Come tutti, curiosa e anche appassionata di internet, mi iscrissi senza pregiudizi e iniziai a utilizzarlo per diversi motivi.

Oggi, più che mai, lo uso per rimanere in contatto con amici e professionisti e fare marketing. Allo stesso modo oggi, esattamente come ai suoi inizi, incontro personalità importanti del mondo culturale che negano con forza l’utilità e il grande potenziale di questo social network. Non solo. A parte Twitter, ritenuto “più serio” dei suoi social concorrenti, nessuno sembra capire l’importanza di esserci, nella vita reale come nel web. Perché?

Poco tempo fa ho spiegato come utilizzare Facebook per promuovere i propri eventi culturali, ma questo è solo uno dei motivi per cui ritengo fondamentale la propria presenza nei social network. Tutto quello che è interazione può aiutare a diffondere la cultura, sotto ogni forma.

Lettura, concerti, teatro, insegnamento: ogni cosa può essere veicolata attraverso un profilo social, indipendentemente dall’età. I social media non sono un peccato, ma una grande risorsa da sfruttare.

#2 La cultura classica (e vera) fa parte del mondo reale

Questo atteggiamento si lega perfettamente al primo della lista.

Una conversazione di esempio tipica suona più o meno così: “Sai, ho scoperto che esiste una nuova specie di formiche, chiamate formiche zombie a causa di un virus particolare”. “Davvero? e dove lo hai letto?”, “Su Facebook, in un link che…”, “Aaaaah su Facebook. Lascia perdere, tutte bugie”.

Una conversazione simile, con tematiche leggermente diverse, è avvenuta davanti ai miei occhi (e alle mie orecchie). La notizia delle formiche zombie era vera,  mi era capitato di leggerla pochi giorni prima in un sito che forse conosci anche tu: quello di National Geographic.

Prima ancora di pensare che potesse essere vero o prima di documentarsi sulla notizia, l’interlocutore ha dato per falsa la notizia riportata. Solo perché proveniva da un link Facebook. È forse un caso che il personaggio in questione fosse un professore delle superiori, poco avvezzo al mondo di internet?

Quello che conta, a volte, è solo un po’ di pensiero indiscriminato: perché si fa così tanta fatica a considerare per buono quello che passano i social network? Mancanza di stimoli adeguati? Fonti poco sicure? Sì, esistono anche queste, ma solo per chi non approfondisce realmente un argomento.

La cultura può e deve viaggiare su internet, non solo nel mondo reale. Il concetto di cultura non appartiene a un singolo individuo, appartiene a tutti ed è proprio per tutti che è necessario condividere ciò che possiamo, dai saggi sugli antichi romani alle opere teatrali più famose, dalle notizie di biologia a quelle sulla politica. Il web io lo vedo come una grande biblioteca aperta al mondo: non sei d’accordo?

#3 Internet come amico della cultura: ecco le “prove”

Ho sempre considerato internet come un grande alleato della cultura, lo avrai capito. Per utilizzarlo nel modo giusto servono, però, alcuni accorgimenti in grado di farci capire se ci stiamo muovendo nei territori giusti. Eccoli:

  • Per andare sul sicuro scegli con cura le tue fonti. Il sito del National Geographic, per esempio, è un’ottima fonte di notizie per chi vuole seguire temi come la biologia, l’etnologia ecc. I siti ufficiali delle riviste settoriali sono i migliori, insieme a quelli di associazioni (come il Wwf) e aziende specializzate.
  • Esistono numerosi progetti online che mirano a salvaguardare la cultura e a diffonderla con i mezzi “internettiani”. Ecco i migliori: Cultura.it, il sito che stai leggendo, nasce e cresce proprio per amore della cultura; Invasioni Digitali è un progetto che vuole valorizzare il patrimonio artistico e culturale del nostro Paese, unendo visite e social network; Internet Culturale, dove le biblioteche italiane digitalizzano le proprie collezioni, è un must per ogni lettore appassionato. In rete ne esistono molti altri simili.
  • Se hai trovato una fonte, ma non sei sicuro della veridicità di ciò che dice, cerca! Basta inserire il titolo su un motore di ricerca e avere prova della notizia su portali più fidati. Se ciò che riporta è corretto, complimenti, hai trovato una nuova e affidabile fonte!

Pensaci bene

Le prossime volte in cui qualcuno proverà a dirti che internet è il male della cultura (o il male dell’ignoranza moderna) pensaci bene: ora hai i tuoi strumenti per replicare.

Concordi?

 

  • http://pennablu.it/ Daniele

    Rispondo punto per punto alle tue osservazioni.

    #1 – Il problema è che Facebook viene usato maggiormente come svago e perdita di tempo. Io sono stato iscritto per vari anni e mai ho imparato qualcosa, mai ho trovato informazioni utili alla mia crescita personale e professionale.

    Quindi l’atteggiamento di cui parli, per quanto sbagliato perché generalizzato, è un po’ giustificato e condivisibile.

    #2 – Riguardo alla fonte delle informazioni veicolate tramite Facebook, non posso dar loro torto. Ho visto parecchie notizie diffuse su FB, tipo fantomatici emendamenti e leggi approvati di nascosto dal governo di turno. Ho cercato le fonti e sai quali erano? Era Facebook la fonte.

    Ovviamente anche in questo caso non si può generalizzare. Il NG era fra i miei contatti e quindi fonte valida e autorevole.

    #3 – Hai detto bene: bisogna prima di tutto insegnare alla gente a cercare le notizie e le informazioni. Esiste un progetto simile in Italia? Viene insegnato nelle scuole qualcosa sui social media e il web e come usarli bene e in modo sicuro e soddisfacente?

    Ne dubito.

  • https://www.facebook.com/mirella.landolfi Mirella

    Facebook, come gli altri social, è pieno di cavolate, ma se uno la cerca può trovare anche molta qualità. Se si seguono le persone (i gruppi, le pagine, ecc…) giuste, si possono trovare tantissimi spunti ed imparare sempre cose nuove.

  • http://www.nybe.it/ Beatrice Niciarelli

    Ciao Daniele,

    grazie per il tuo commento e i tuoi interessanti spunti di riflessione.
    Veniamo ai punti:

    #1 Sicuro di aver seguito le persone/aziende giuste su Facebook?
    Io scovo moltissime cose interessanti, dalle foto ai post.

    #2 Qui bisogna fare attenzione, perché molte notizie (spacciate per vere) tendono a diffondersi a macchia di olio. La soluzione? È quella al punto #3, cioè l’attenzione alle fonti, che rimanda anche al primo punto. Sapere chi e cosa seguire ci facilita le cose.

    Dimmi: sei ancora iscritto a FB?

  • http://pennablu.it/ Daniele

    @Beatrice: mah, un po’ come tutti, specialmente all’inizio, ero diventato fan di pagine stupide.

    Riguardo alle persone, ho avuto fra i contatti sia amici sia gente conosciuta online, ma la maggior parte pubblicava spazzatatura, davvero.

    Non sono più iscritto, a maggio ho richiesto la cancellazione definitiva.

    Se – e dico se :) – mi iscriverò di nuovo, sarà solo per avere una presenza lì e diffondere il progetto web a cui ho iniziato a lavorare. Ma in quel caso le “amicizie” saranno ben selezionate.

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