Cultura digitale ed erudizione: falsi miti di chi inizia a fare cultura online

Negli ambienti accademici poco spazio viene dato alla cosiddetta “cultura digitale”, ovvero a quella serie di fenomeni culturali e letterari che trovano nel Web un mezzo di informazione e di diffusione fuori dal comune. Chi esce quindi dal mondo universitario, o semplicemente da quello splendido mondo fatto di citazioni prese qua e là da autori latini come dai più grandi della letteratura italiana e straniera di ogni tempo, spesso non vede che il mondo del Web forse è di quell’ambiente accademico il figlio più brillante. Ecco perchè.

 

Se anche Treccani e Accademia della Crusca hanno scelto il Web…

Ci sarà un motivo più che valido. La cultura può manifestarsi in molte forme e in molti modi: una mente accademica è sicuramente più concentrata all’analisi del testo e alla contestualizzazione con la Storia, la Geografia, le tradizioni che si manifestano poi nella cultura in tutti i suoi linguaggi. La cultura digitale è invece più libera dalle formalità: a prima vista può sembrare meno precisa, ma certamente dimostra il fatto suo aprendosi dove sbaglia e trasformando una prima ignoranza dell’argomento in un’opportunità.

Da molti anni ormai centri di cultura riconosciuti a livello internazionale come Treccani e Accademia della Crusca hanno scelto la strada online, senza dimenticare le loro radici: i risultati sono contenuti di altissima qualità e tweet di pregio, che si accostano facilmente a una vita sempre più veloce dettata dai social network.

 

Come iniziare a seguire la strada del Web

Il mondo accademico trova nel saggio e nella citazione di personaggi più o meno noti la sua legittimazione: nella cultura digitale, è l’utilità e la capacità di applicare la cultura al quotidiano il tuo strumento di legittimazione. Non si tratta di un semplice click o di un “Mi piace”. Più vicino forse alla scrittura online (con i dovuti distinguo) è la stesura di un articolo di giornale.

Per iniziare il tuo percorso nella cultura digitale, dimentica il saggio breve e impara a concatenare diversi linguaggi: usa l’immagine, la slide, il video, gli hashtag e tutto ciò che la tecnologia ti mette a disposizione senza aver paura di sbagliare.

Diverso il discorso delle citazioni. Il mondo dei social network è inflazionato di citazioni buttate qua e la a caso. Impara a creare le tue citazioni e impara a centellinare le citazioni come delle pietre preziose: un’anima ha offerto ai posteri il proprio pensiero e tu, da critico del 2014, non puoi permetterti di delegittimarlo per quell’amore che ti ha fatto scegliere la cultura e che ora ti chiede di passare al digitale.

 

Quindi, quali sono i falsi miti da scardinare?

Non c’è uno strumento deleterio per la cultura, ma c’è un uso deleterio di ogni strumento.

РLa cultura digitale ̬ fluida, non imprecisa: le idee per chiarirsi, spesso hanno bisogno di confondersi e di specchiarsi.

– La cultura digitale gioca su diversi piani e linguaggi: il fatto che non basti solo l’erudizione è un orizzonte in più.

– I titoli sono solo trofei da esibire se non si ha il coraggio di metterli in gioco.

РNon ̬ la struttura del testo (saggio breve) a fare cultura, ma ̬ la cultura a elevare la struttura che utilizza (quindi puoi scrivere anche un post di blog citando fonti autorevoli).

Ora tocca a te: quali miti stai affrontando? Quali remore hai verso il mondo digitale? Affrontiamole insieme!