Chi sono i Peanuts

PeanutsC’è una tavola domenicale apparsa il 18 settembre 1966, in cui Linus organizza un esperimento psicologico. Invia la sorellina Lucy a mostrare alla nonna i disegni che hanno appena realizzato. Linus le predice come la nonna reagirà. Con tono dolce, ma anche retorico e finto, dirà: “Sono bellini tutti e due”. Lucy va dalla nonna (che come tutti gli adulti dei Peanuts, noi non vediamo) e torna. “Cos’ha detto?”, chiede Linus. “Che sono bellini tutti e due”. Com’è facile prevederli, questi adulti. Come sono imprevedibili, i bambini. Nella sua Storia sociale dell’arte Arnold Hauser afferma che “i disegni dei bambini e l’arte dei selvaggi son frutto della ragione, non dei sensi; mostrano quello che il bimbo e il selvaggio sanno, non quello che vedono realmente”. Schulz ai suoi personaggi non ha donato la tecnica figurativa, con la quale avrebbero impressionato la nonna, ma quella dialettica: con essa fanno colpo su di noi. Ha preferito creare dei bambini che parlano come parlerebbero gli adulti. Questi ultimi hanno appreso la tecnica, ma hanno perso la spontaneità. Con la tecnica i grandi dicono: “Sono bellini tutti e due”. Con la tecnica di Schulz, i bambini dicono la verità. E ci lasciano di stucco. C’è nei Peanuts un tempo del “non essere ancora”, come ha scritto Michele Serra, che risparmia ai bambini la delusione dell’essere e del crescere.

Charles Monroe Schulz nasce a St. Paul, una piccola cittadina del Minnesota il 26 novembre del 1922. Il fumetto segna il suo destino fin dall’infanzia: uno zia gli affibbia il soprannome di Sparky, ispirandosi a Sparkplug, il cavallo protagonista di Barney Google, striscia molto popolare in quegli anni. Ma è soprattutto il padre Carl a incoraggiarlo alla lettura dei fumetti, non facendogli mai mancare i supplementi domenicali dei quotidiani. Ricorderà lo stesso Schulz: “mio padre era poco istruito. Lavorava sodo, ma amava molto il suo lavoro di barbiere. L’unico suo svago erano i fumetti e naturalmente le prime cose che imparai a leggere furono proprio i fumetti. Appena ne usciva uno correvo a comprarlo”. Sparky cresce nei difficili anni della Grande depressione, cercando di affinare l’attitudine per il disegno, incoraggiato dalla sua insegnante delle elementari. A ventitrè anni decide di intraprendere la carriera artistica, iniziando un lento apprendistato: prima come letterista per una piccola casa editrice cattolica, poi come insegnante alla Art Instruction Schools, la scuola di disegno in cui si era diplomato. In questi anni la scuola rappresenta l’occasione di fondamentali incontri che forniranno a Schulz ispirazioni e suggerimenti per i suoi futuri personaggi. Il 2 ottobre 1950 appare la prima striscia dei Peanuts (Noccioline). La keggenda ha così inizi. Pian piano lo stile si affina, i personaggi di questa particolarissima “commedia umana” evolvono graficamente e crescono di numro: i Peanuts diventano ben presto un fenomeno mondiale, pubblicato da oltre 2600 giornali in 75 paesi diversi. Padre di cinque figli che saranno la principale fonte d’ispirazione del suo lavoro, Charles M. Schulz continua ad ideare strisce per cinquant’anni, fino al giorno in cui, malato, decide di posare la penna sul tavolo da disegno: l’ultima tavola viene pubblicata il 13 febbraio 2000, il giorno successivo alla sua scomparsa.

Roberta Durante

Roberta Durante è una di quelle coi capelli lunghi marroni e gli occhi marroni