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Memorie velate – Arte Contemporanea dall’Iran

Posted on 06 maggio 2010 by info

Le donne iraniane si trovano esattamente al centro di un conflitto socio-culturale e politico, quello tra la smania di sviluppo economico, di emulazione dei Paesi occidentali e di ricerca della modernità da un lato, e il rigido mantenimento e salvaguardia della tradizione islamica, dall’altro.

shadi ghadirian like everyday

Essere donna, in Iran, mette a dura prova l’amore per il proprio paese, il desiderio di vivere appieno la propria femminilità e di esprimere liberamente il proprio talento artistico.
Il Padiglione d’Arte Contemporanea di Ferrara ospita, dal 18 aprile al 13 giugno 2010, la XIV edizione della Biennale Donna, per cui è stata scelta la mostra collettiva “Memorie Velate. Arte Contemporanea dall’Iran”. Le sei artiste contemporanee iraniane protagoniste della mostra – Shirin Fakhim, Firouzeh Khosrovani, Ghazel, Shadi Ghadirian, Parastou Forouhar e Mandana Moghaddam – sono accomunate da affinità anagrafiche e dunque dal fatto di aver condiviso un passato drammatico e tormentato, scandito dalla Rivoluzione Islamica del 1979 e dal conflitto bellico tra Iran e Iraq, tra il 1980 e il 1988.
La condizione della donna iraniana, viene rappresentata in mostra con lavori e linguaggi di diversi, da queste sei artiste, che oppresse da rigide tradizioni, cercano con coraggio di far valere la propria identità.

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Dioniso a Roma

Posted on 16 aprile 2010 by info


A partire da oggi, 16 Aprile 2010, la statua di Dioniso dal malinconico sorriso e la maschera di Papposileno dal ghigno beffardo saranno ammirabili dai visitatori, nella sede Museale di Palazzo Altemps a Roma.
Fino ad oggi le importanti opere erano state custodite in collezioni private, viaggiando in varie parti del mondo.


L’incredibile maschera di età ellenistica, recuperata dal fondo del mare, dopo aver peregrinato per l’Europa, viene ora presentata al pubblico italiano assieme alle delicate fattezze della scultura di Dioniso, nel mito signore della fertilità e, come noto, dell’ebbrezza.

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Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento

Posted on 15 marzo 2010 by info

Fin dall’antichità i tessuti preziosi sono stati la componente ornamentale mobile prediletta di re e nobili di tutta Europa.
Dalla metà del Trecento gli arazzi hanno rappresentato al meglio questa tradizione. Quei tessuti di dimensioni gigantesche, veri e propri affreschi mobili, facili da trasportare da una residenza all’altra, da appendere e staccare, non si limitavano alla funzione di difendere dal freddo ma dovevano anche costituire uno sfondo variopinto e conforme ai desideri dei committenti e ne manifestavano la ricchezza e il prestigio.
Molti degli arazzi delle antiche collezioni era realizzata da artisti fiamminghi e proponeva scene campestri, ma ne esistevano anche altri con storie più complesse, come, ad esempio vicende di eroi biblici, come Davide, Saul o Mosè, o di personaggi cristiani dagli Atti degli apostoli, oppure per un uomo d’armi storie profane, come quelle di Enea, di Alessandro o le Fatiche di Ercole .
La mostra Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento. Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano, curata da Guy Delmarcel in collaborazione con Nello Forti Grazzini, Stefano L’Occaso e Lucia Meoni, presenta fino al 27 giugno, una selezione degli arazzi più belli appartenuti ai Gonzaga e realizzati durante il Rinascimento.
I signori di Mantova acquistarono arazzi fin dal Quattrocento, seguendo l’esempio delle altre grandi famiglie italiane, come gli Estensi a Ferrara o i Farnese a Parma, ma fu soprattutto nel Cinquecento che gli acquisti di arazzi conobbero un forte incremento per via dell’interesse nutrito verso questa particolare forma d’arte dai tre figli di Francesco II Gonzaga, quarto marchese di Mantova, e di Isabella d’Este.
La raccolta di arazzi giunta fino a noi non è che una piccola parte dei tesori dei tre figli di Isabella d’Este: un arazzo che fu del duca Federico II, ventuno di Ercole e trenta di Ferrante, per un totale di cinquantadue opere.


Una buona parte è oggi esposta in mostra a Palazzo Te, insieme ad alcuni lavori dell’inizio e della fine del Cinquecento. Lo studio sistematico dell’arazzeria gonzaghesca è cominciato nel 1977 e nella mostra viene illustrato in un percorso espositivo allestito a Palazzo Te, che si completa con la sezione al Museo Diocesano Francesco Gonzaga, dove è collocato permanentemente un corpus di sei arazzi di soggetto religioso commissionati dal vescovo Francesco Gonzaga. Una serie di quattro panni raffigura scene della vita di Cristo tratte dal Nuovo Testamento e dagli Atti degli Apostoli: La Trasfigurazione, L’Incredulità di san Tommaso, L’Ascensione di Cristo, La Pentecoste. Recenti scoperte hanno permesso di assegnare la loro invenzione a Henri Lerambert, pittore di corte di Enrico IV proprio negli anni in cui il vescovo Francesco risiede a Parigi in qualità di nunzio apostolico.
I disegni preparatori degli arazzi, presenti in mostra sono un prestito della Biblioteca Nazionale di Parigi; realizzati per un parato oggi perduto e originariamente destinato alla chiesa di Saint-Merry.

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Giornata Internazionale della Donna

Posted on 08 marzo 2010 by info

La Giornata Internazionale della Donna festeggia oggi i suoi primi 100 anni di vita, e lo fa tra critiche e apprezzamenti. L’evento divide tra chi coglie l’occasione per divertirsi e svagarsi in compagnia delle amiche e chi non ne vuole nemmeno sentir parlare.
Lo scenario cittadino rimanda a quello degli anni passati: mimose per omaggiar il gentil sesso e feste nei locali, con cene e spettacoli per sole donne. Saranno soprattutto le più giovani a fare le ore piccole nei locali, anche se il Grande Fratello, che stasera chiuderà i battenti con la finalissima, darà filo da torcere agli eventi nelle discoteche e nei pub.


La giornata dell’8 marzo, però, offre tutta un’altra serie di manifestazioni che prescindono dal puro svago serale e che, invece, mirano a stimolare la riflessione e l’interesse nel sociale e nella cultura.
L’8 marzo invita alla riflessione sui cambiamenti della società in merito ad ogni tema che riguarda le donne, il loro ruolo, la loro posizione in famiglia ma anche sul posto di lavoro, attraverso tutti i mezzi che possono fornire testimonianza di quanto avviene nel nostro paese.
Dopo l’iniziativa del Ministero dei Beni Culturali, che ieri e sabato ha aperto gratuitamente alle donne musei e aree archeologiche in tutta Italia, e dopo il corso di “Guida sicura in rosa” che si è tenuto ieri a Vallelunga organizzato dal Centro Guida Sicura Aci-Sara, oggi si moltiplicano le iniziative per festeggiare l’8 marzo. Si può cominciare già da questa mattina insieme alle tante donne di altri paesi del mondo che abitano nella capitale. A loro la Provincia di Roma dedica “Colore. Il contributo delle donne al dialogo”: a Palazzo Valentini alle 10,30 un mix di musica soul liberiana e senegalese con voci e percussioni di PepeSoul e, a seguire, un variopinto affresco musicale di Alexian ta le Chavé. Previsto anche un intervento poetico di Massimo Wertmuller e, alle 12, inaugurazione della mostra di pittura di Caterina Cucchi “Colore”.
Anche alla Casa della Memoria e della Storia a Trastevere si comincia presto. Dalle 9,30 alle 16,30 infatti in programma “Lo Chopin partiva: storie di donne”, lettura aperta al pubblico di 26 racconti di vita femminile, tra vicende personali e storia recente. Da “Lisa Foa e la Resistenza” a “Anna Segre e la persecuzione antisemita” fino a “Olga e la vita da casalinga”, le letture saranno visibili anche sugli schermi delle Biblioteche Rodari e Rugantino e diffuse in diretta web (l’invito alla diretta può essere richiesto a: casadellamemoria@bibliotechediroma.it).
Il Museo capitolino di Arte Contemporanea Macro festeggia la donna con un omaggio all’artista iraniana Shirin Neshat. L’incontro con la regista e fotografa, famosa per i suoi ritratti di corpi di donne interamente coperti di scritte in calligrafia persiana, sarà nella Sala Conferenze del Macro alle 18,30 mentre alle 21, al cinema Mignon di via Viterbo 11, si potrà assistere all’anteprima del film Donne senza uomini, esordio cinematografico della Neshat (prenotazione obbligatoria online: stampa.macroomune.roma.it ).
Donne sotto le stelle al Planetario dove oggi e domani alle 21, la piece teatrale Uranatmi di Giangiacomo Gandolfi è dedicata all’astronoma umbra dell’800 Caterina Scarpellini. Nella Roma papalina scossa dai moti risorgimentali le due interpreti Patrizia Ciabatta e Liliana Massari, dedicheranno uno sguardo al femminile tra scienza, fede e politica.
A Milano ci sono le mostre ad ingresso ridotto a Palazzo Reale: “Schiele e il suo tempo”, “Gillo Dorfles – Avanguardia tradita” e “Giappone – Potere e Splendore 1568 – 1868″. A Palazzo della Ragione: per la mostra fotografica “Steve McCurry 1980 – 2009 Sud-Est”.
Alla Rotonda della Besana: “Il Grande Gioco Forme d’arte in Italia 1947 – 1989”. Al Castello Sforzesco è previsto l’ingresso-omaggio per la “Monaca di Monza” eccezionalmente aperta di lunedì proprio per la festa dell’8 marzo, dalle ore 9.00 alle 17.30.
Infine, in linea con gli obiettivi dell’Unesco, l’Amministrazione milanese, in coordinamento con l’Asl ‘Città di Milano’, ha deciso di celebrare la “Giornata internazionale della donna” del 2010 avviando per il proprio personale, a partire da quello femminile, un percorso di promozione della salute. Alle dipendenti verrà consegnata una pubblicazione, organizzata in 10 schede, con alcune importanti “pillole” di educazione sanitaria.

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Ugo Bassi nel suo tempo

Posted on 09 ottobre 2009 by info

Sabato 10 ottobre 2009 alle ore 12 al Museo civico del Risorgimento di Bologna verrà inaugurata la mostra Ugo Bassi nel suo tempo. In memoria di Nello Bagni a un anno dalla morte, a cura di Giampiero Bagni e promossa dal museo in collaborazione con la Sartoria Teatrale Alberani.
La mostra, visitabile fino al 14 novembre, espone la collezione di documenti relativi ad Ugo Bassi (1801-1849), raccolti e ordinati dal celebre biologo Nello Bagni e da lui dati in lascito al Museo del Risorgimento.

A partire dal corrente mese di ottobre il Museo civico del Risorgimento di Bologna tornerà ad aprire tutte le domeniche.
Questo risultato, voluto dall’Istituzione Musei Civici del Comune di Bologna, è stato raggiunto nell’anno in cui la città di Bologna ha ricordato il 150° anniversario dell’unificazione all’Italia (12 giugno 1859): si è ritenuto infatti che il miglioramento del servizio pubblico potesse costituire il modo migliore per celebrare questo evento fondamentale della nostra storia.

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