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Autodafé, un nuovo editore attento alla narrativa italiana

Posted on 11 giugno 2010 by info

Si definiscono una casa editrice “quasi artigianale e di qualità” interessata “alla letteratura del presente”. Chi sono i tipi di Autodafé? Ne parliamo con il direttore editoriale Cristiano Abbadessa.

Leggendo la vostra storia si ha l’impressione che non abbiate improvvisato questo progetto, ma che sia frutto di un percorso di confronto, discussioni e valutazioni molto concrete. Raccontaci dove e come è nato tutto questo…

Beh, speriamo proprio non sia improvvisato. Siamo partiti dalla voglia di fare un salto di qualità dopo lunghe esperienze professionali in ambito editoriale. E, d’altra parte, dall’osservazione che riteniamo indispensabili, nell’Italia di oggi, ambiti culturali e artistici aperti alla riflessione sulle trasformazioni del nostro paese. All’idea di partenza si è rapidamente aggregato un gruppo di amici, tutti diventati soci, che mettono a disposizione le loro professionalità, tutte indispensabili per una casa editrice.

Sappiamo che ogni anno nascono (e muoiono) migliaia di piccoli editori, spesso – a detta loro – stritolati dai grandi gruppi. Quali sono le vostre strategie di sopravvivenza per sopravvivere e distinguersi in questo mare molto affollato?

La distinzione, appunto, è la prima strategia di sopravvivenza. Noi vogliamo qualificaci per tematiche e contenuti precisi, per questa fotografia sociale dell’Italia contemporanea che chiediamo agli autori. Trovare buone storie e trasformarle in libri di qualità è il nostro obiettivo. Crediamo che siano i temi stessi a darci quelle opportunità di promozione e visibilità, specie nella rete, che i piccoli editori faticano ovviamente ad avere, di solito.

Parliamo del nome che avete scelto: Autodafé. Il riferimento è al romanzo di Canetti, al cerimoniale pubblico dell’Inquisizione o a qualcos’altro ancora?

È un gioco linguistico. Da ragazzo credevo che la parola volesse dire “fatto da sé” in portoghese; mentre il vero significato letterale è “atto di fede”. Entrambe le traduzioni descrivono alla perfezione la nostra avventura di editori, ma anche la produzione autoriale che noi privilegiamo: libera forma artistica non commissionata dagli uffici marketing e atto di fiducia nella capacità narrativa. Il tutto è spiegato meglio, con più eleganza e più parole, nella pagina “Il nome” del nostro sito.

signorinalewis

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Fiera Internazionale del Libro

Posted on 13 maggio 2009 by info


Si aprirà domani, 14 Maggio, alle 10 alla presenza del presidente della Camera Gianfranco Fini la 22 edizione della “Fiera Internazionale del Libro“, la più importante manifestazione italiana nel campo dell’editoria.

Assente giustificato, alla manifestazione torinese, perché impegnato nel vertice italo-egiziano di Sharm El Sheik, il ministro della Cultura dell’Egitto Farouq Hosni, che avrebbe dovuto partecipare alla cerimonia d’inaugurazione in rappresentanza del suo paese che è ospite d’onore alla Fiera.
Al suo posto il capo del Consiglio Superiore della Cultura Gaber Asfour.

Smorzate le polemiche della vigilia legate alla scelta dell’Egitto come paese ospite che alcune organizzazioni accusavano di posizioni troppo filoisraeliane.
L’attenzione è ora tutta, giustamente rivolta alle novità e ai personaggi di questa edizione della Fiera, l’ultima in programma dal momento che dal prossimo anno tornerà alla denominazione originaria di “Salone del Libro“.
In formato sobrio rispetto agli anni scorsi, complice la crisi economica, il grande contenitore fieristico di quest’anno non lesinerà iniziative e nomi di grande richiamo, come il premio Nobel Orhan Pamuk, Salman Rushdie, David Grossaman, Rita Levi Montalcini.
Tutti a Torino fino a lunedì prossimo.

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Il volo dei corvi

Posted on 31 ottobre 2008 by info

In un tempo in cui si parla di Cina e di paesi emergenti, è tornata a spintonare una nazione che, sino a qualche anno fa, si sarebbe comodamente relegata in un secondo piano. Parliamo di Russia, della vastissima abnorme nazione che predomina un numero imprecisato di etnie e popoli.
Checché se ne dica, le caratteristiche peculiari delle persone che abitano un luogo piuttosto che un altro, non sempre coincidono alla perfezione. Così accade con Londra, con Parigi, Roma, città talmente vaste da permettere la presenza di un microcosmo nel macrocosmo della nazione. Pensiamo poi alle singole regioni, le tradizioni di un particolare paese rispetto ad un altro, delle contaminazioni e di molto altro.
Trasponendo questa concetto nella grande Russia, ci dovrebbe essere da rimanere sorpresi, ed invece non è così. Questo perché, effettivamente, come per la sopraccitata Cina, la conoscenza di quel mondo – se non in sporadici casi -, è rimasta germoglio senza effettivamente sbocciare.
Non volendo dilungarmi oltre, premettiamo che Il volo dei corvi di Sergej Nosov tratta degli abitanti di una particolare città: San Pietroburgo.
Considerata la “Venezia del nord”, fu costruita con l’aiuto di famosi architetti italiani, i quali l’hanno plasmata secondo direttive liberty, di fatto costituendo una intrinseca infrastruttura illuminata nella psicologia sampietroburghese.
Tre bizzarri personaggi divengono improvvisamente celebri. L’occasione si ha quando una giovane studiosa dell’arte decide di recensire una loro foto giovanile, in cui stanno urinando da un ponte sul fiume Neva. Quello che sino a poco prima era la testimonianza di una bravata, diviene preciso gesto artistico.
Tralasciando la pungente comicità insita in questa considerazione, risvegliati dai torpori di una vita condotta secondo un semplice tirare avanti, i tre si ritrovano a voler portare avanti questa loro inaspettata spinta artistica.
Di qui il libro è un ritrarre situazioni grottesche: come riescano ripetutamente a prendere il treno venendo sempre beccati senza biglietto, le condizioni in base alle quali la Germania considerava i rifugiati politici russi.
Da valutare la parte in cui vi sono elaborazioni che portano a una sorta si inscatolamento del proprio gesto in una delle correnti artistiche del tempo: se a prima vista può sembrare stimolante per un addetto ai lavori – soprattutto in un’ottica prettamente locale del fenomeno –, per un lettore con scarsa propensione verso voli pindarici di tal fatta, temiamo risulti eccessivamente verboso. Da puntualizzare la profusione di vodka e tabacco: evidentemente in Russia ancora poco diffusa un’idea salutista.

Titolo: Il volo dei corvi
Autore: Sergej Nosov
Editore: Voland
Anno:2008

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