Tag Archive | "Arte"

Tags: , , , , ,

Imprese italiane che operano nella cultura

Posted on 08 aprile 2010 by info

Davvero tante le imprese italiane che operano nella cultura. Vediamo come sono distribuite sul territorio.
Intanto diciamo che sono oltre 6.400 le imprese attive in Italia nel settore della conservazione, restauro e commercio di opere d’arte.
La prima regione è la Lombardia con 1.142 attività, il 18% delle imprese italiane del settore, seguita dal Lazio (816 imprese, il 13% del totale italiano) e dalla Toscana (con 712, ovvero l’11%).
Trentino Alto Adige, Marche e Lazio sono le regioni più specializzate nelle attività di conservazione e restauro delle opere d’arte, mentre Campania, Lombardia e Puglia sono molto attive nel commercio al dettaglio di oggetti d’arte.

Comments (0)

Tags: , , , , , , ,

Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento

Posted on 15 marzo 2010 by info


Fin dall’antichità i tessuti preziosi sono stati la componente ornamentale mobile prediletta di re e nobili di tutta Europa.
Dalla metà del Trecento gli arazzi hanno rappresentato al meglio questa tradizione. Quei tessuti di dimensioni gigantesche, veri e propri affreschi mobili, facili da trasportare da una residenza all’altra, da appendere e staccare, non si limitavano alla funzione di difendere dal freddo ma dovevano anche costituire uno sfondo variopinto e conforme ai desideri dei committenti e ne manifestavano la ricchezza e il prestigio.
Molti degli arazzi delle antiche collezioni era realizzata da artisti fiamminghi e proponeva scene campestri, ma ne esistevano anche altri con storie più complesse, come, ad esempio vicende di eroi biblici, come Davide, Saul o Mosè, o di personaggi cristiani dagli Atti degli apostoli, oppure per un uomo d’armi storie profane, come quelle di Enea, di Alessandro o le Fatiche di Ercole .
La mostra Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento. Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano, curata da Guy Delmarcel in collaborazione con Nello Forti Grazzini, Stefano L’Occaso e Lucia Meoni, presenta fino al 27 giugno, una selezione degli arazzi più belli appartenuti ai Gonzaga e realizzati durante il Rinascimento.
I signori di Mantova acquistarono arazzi fin dal Quattrocento, seguendo l’esempio delle altre grandi famiglie italiane, come gli Estensi a Ferrara o i Farnese a Parma, ma fu soprattutto nel Cinquecento che gli acquisti di arazzi conobbero un forte incremento per via dell’interesse nutrito verso questa particolare forma d’arte dai tre figli di Francesco II Gonzaga, quarto marchese di Mantova, e di Isabella d’Este.
La raccolta di arazzi giunta fino a noi non è che una piccola parte dei tesori dei tre figli di Isabella d’Este: un arazzo che fu del duca Federico II, ventuno di Ercole e trenta di Ferrante, per un totale di cinquantadue opere.


Una buona parte è oggi esposta in mostra a Palazzo Te, insieme ad alcuni lavori dell’inizio e della fine del Cinquecento. Lo studio sistematico dell’arazzeria gonzaghesca è cominciato nel 1977 e nella mostra viene illustrato in un percorso espositivo allestito a Palazzo Te, che si completa con la sezione al Museo Diocesano Francesco Gonzaga, dove è collocato permanentemente un corpus di sei arazzi di soggetto religioso commissionati dal vescovo Francesco Gonzaga. Una serie di quattro panni raffigura scene della vita di Cristo tratte dal Nuovo Testamento e dagli Atti degli Apostoli: La Trasfigurazione, L’Incredulità di san Tommaso, L’Ascensione di Cristo, La Pentecoste. Recenti scoperte hanno permesso di assegnare la loro invenzione a Henri Lerambert, pittore di corte di Enrico IV proprio negli anni in cui il vescovo Francesco risiede a Parigi in qualità di nunzio apostolico.
I disegni preparatori degli arazzi, presenti in mostra sono un prestito della Biblioteca Nazionale di Parigi; realizzati per un parato oggi perduto e originariamente destinato alla chiesa di Saint-Merry.

Comments (0)

Tags: , , ,

Civita on line

Posted on 08 dicembre 2009 by info

donazioneIn un paese come l’Italia, nel quale le risorse economiche per finanziare e sostenere il patrimonio artistico e culturale sono limitate ed insufficienti, quali sono le motivazioni che spingono il singolo cittadino a donare per l’arte.

Si può donare per l’arte e la cultura? Questa la domanda che viene rivolta ai visitatori del sito www.civita.it. Una domanda che si accompagna ad una riflessione più generale. In Italia spesso sono i contesti istituzionali che non sempre supportano efficacemente l’amore per l’arte espresso a livello individuale. Fra gli aspetti critici ci sono quelli che riguardano il sistema fiscale.

Nasce così Civita on line. Obiettivo: studiare le caratteristiche e le opportunità di un settore, quello delle donazioni per l’arte e la cultura, che l’Italia malgrado la ricchezza del suo patrimonio culturale ancora colpevolmente trascura. Un’idea significativa che da sempre ispira Civita, nata nel 1987 per far fronte al degrado di Civita di Bagnoregio, antico borgo dell’Alto Lazio. Superati i confini locali, Civita ha ampliato nel corso degli anni i propri spazi di intervento operando sul territorio per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del nostro Paese.

Comments (0)

Tags: , , , , , , ,

Il fulmine rivelatore

Posted on 22 ottobre 2009 by info

Sventato il pericolo di crollo ed anche la chiusura al culto della Cattedrale di Parma, colpita, nella notte, da un fulmine. E’ emerso da una riunione svoltasi in Comune, alla quale hanno partecipato il sindaco Pietro Vignali, il vescovo Enrico Solmi e il soprintendente ai beni artistici Luciano Serchia, oltre ai tecnici della protezione civile e dei Vigili del Fuoco.
guglia del campanile della Cattedrale di ParmaIl fulmine ha colpito l’Angiol d’or (una copia collocata ai primi del ’900; l’originale, del 1200, si trova al Museo diocesano) sul campanile del Duomo di Parma (eretto tra il 1284 e il 1291 dopo la demolizione della precedente torre campanaria; l’ attuale campanile misura poco meno di 65 metri), con un boato che si è avvertito in buona parte della città. La saetta si è scaricata sulla croce tenuta in mano dall’Angelo e si è originato così un principio d’incendio, circoscritto dai vigili del fuoco intervenuti con diverse squadre e con l’ausilio di autoscale.
Il fulmine si è scaricato alle 2:29, bloccando su quell’orario l’orologio della cattedrale (come avvenne già a causa di una scossa di terremoto nell’estate 1971).
Il fulmine e l’incendio che la scorsa notte hanno devastato la guglia del campanile della Cattedrale di Parma potrebbero rivelarsi un contributo fondamentale per una importante scoperta artistica per la storia del Duomo stesso e, in particolare, per il ritorno al suo aspetto originale. Le fiamme che si sono propagate dopo che il fulmine ha colpito e distrutto la croce sostenuta sulla sommità del campanile dall’Angiol D’Oro ha infatti scoperchiato la guglia dal suo rivestimento in rame, applicato alla struttura nel XIX secolo, mostrando l’originaria e sino ad oggi sconosciuta copertura in cotto.

Comments (0)

Tags: , , ,

Arte: ‘Artepollino’ per altro Sud

Posted on 18 luglio 2009 by info

ArtePollino è il tentativo di presentare un altro Sud‘: così Vito De Filippo definisce l’iniziativa per il Parco del Pollino. Il presidente della Giunta regionale della Basilicata illustra il progetto associato con ‘Arte in transito‘, ovvero una serie di mostre non permanenti.

ArtePollino
www.parchi.org
www.artepollinobasilicata.it
www.parchi.it
www.parks.it

Comments (0)