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	<title>Cultura.it</title>
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	<description>Blog di arte e cultura con rubriche, approfondimenti e link</description>
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		<title>Addio a Salinger</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 21:43:35 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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 Jerome David Salinger è morto: fu l&#8217;autore de “Il giovane Holden” e si è spento a 91 anni nella sua abitazione nel New Hampshire.

Nato a New York il primo gennaio del 1919, Salinger viveva isolato da molti anni nella cittadina di Cornish.
Raggiunse la fama internazionale con “Il giovane Holden” (il cui titolo originale era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br /><script type="text/javascript"><!--
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</script></-> <p><strong>Jerome David Salinger è morto</strong>: fu l&#8217;autore de “<strong>Il giovane Holden</strong>” e si è spento a 91 anni nella sua abitazione nel New Hampshire.<br />
<br /><img src="http://www.cultura.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/JD-Salinger.jpg" alt="" title="Salinger" width="460" height="276" class="aligncenter size-full wp-image-565" /><br />
Nato a New York il primo gennaio del 1919, Salinger viveva isolato da molti anni nella cittadina di Cornish.<br />
Raggiunse la fama internazionale con “<strong>Il giovane Holden</strong>” (il cui titolo originale era “<em>Catcher in the Rye</em>”), romanzo di formazione, apprezzato (anche se in alcuni casi contestato e censurato) fin dalla sua pubblicazione nel 1951.</p>
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		<title>Frank Pintone &amp; the blueslongdrinkers in concerto</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 11:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[blues]]></category>
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		<description><![CDATA[A Frank Pintone &#038; The BluesLongdrinkers interessa esclusivamente mantenere viva la grande tradizione del Blues, ovvero quella che nacque nei campi di cotone del Mississippi, dalla semplice voce di uno schiavo. Come diceva un vecchissimo libro “All’inizio era il Verbo…” e potremmo continuare dicendo che dopo arrivò Muddy Waters con una chitarra acustica amplificata, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A <em>Frank Pintone &#038; The BluesLongdrinkers</em> interessa esclusivamente mantenere viva <strong>la grande tradizione del Blues</strong>, ovvero quella che nacque nei campi di cotone del Mississippi, dalla semplice voce di uno schiavo. Come diceva un vecchissimo libro “All’inizio era il Verbo…” e potremmo continuare dicendo che dopo arrivò Muddy Waters con una chitarra acustica amplificata, e dopo di lui il Chicago Blues, che emigrò al freddo e divenne British Blues, finchè un bel giorno il Blues ritornò dove era nato, al Sud , dove dei capelloni bianchi poterono sfogare il loro amore per la musica del Diavolo&#8230;<br />
<a href="http://www.myspace.com/frankpintoneblues">http://www.myspace.com/frankpintoneblues</a><br />
<br /><img src="http://www.cultura.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/frankpitone.jpg" alt="" title="frank pitone" width="480" height="360" class="aligncenter size-full wp-image-562" /><br />
Prossima data della band: 30/01/10 presso l&#8217; I-Zone club di Pesaro, in via Toscana</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Associazione delle città fondate dal fascismo</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 11:43:08 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<description><![CDATA[Sarà presentata domani con una conferenza stampa che si terrà nell’aula consiliare della Provincia di Latina, la neonata «Associazione Nazionale delle Città di Fondazione italiane». Alla firma dell’atto costitutivo, passaggio obbligato per dar vita a tutta una serie di iniziative partite già dal dicembre 2005 con l’allestimento di «Città di Fondazione Italiane 1928-1942», mostra accompagnata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cultura.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/latina.jpg"><img src="http://www.cultura.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/latina-150x150.jpg" alt="" title="latina" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-559" /></a>Sarà presentata domani con una conferenza stampa che si terrà nell’aula consiliare della <strong>Provincia di Latina</strong>, la neonata «<em>Associazione Nazionale delle Città di Fondazione italiane</em>». Alla firma dell’atto costitutivo, passaggio obbligato per dar vita a tutta una serie di iniziative partite già dal dicembre 2005 con l’allestimento di «<em>Città di Fondazione Italiane 1928-1942</em>», mostra accompagnata da un grande catalogo, assisteranno i sindaci e i delegati dei comuni di Predappio, Alghero, Tresigallo, Arborea e Torviscosa, oltre alla Provincia di Latina, ente capofila dell’associazione.<br />
L’obiettivo di tutte queste amministrazioni di, va detto, colore politico diverso, è quello di valorizzare un <strong>patrimonio architettonico ed urbanistico di altissimo profilo</strong>, spesso molto sottovalutato, realizzato in età fascista.<br />
L’itinerario espositivo dell’allestimento del 2005, tenutosi proprio a Latina, ha visto, non a caso, toccare &#8211; tra le altre &#8211; la prestigiosa sede della Camera di Commercio Italia-America di New York a Manhattan.<br />
A presiedere l’Associazione sarà Fabio Bianchi, assessore alla Cultura della Provincia di Latina e promotore dell’iniziativa.<br />
Scopo dell’associazione sarà <strong>promuovere la conoscenza del patrimonio architettonico della città di fondazione fascista</strong> nella prospettiva di una sua completa valorizzazione ed efficace conservazione.</p>
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		<title>Corso di lingua e cultura araba</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 17:12:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questo momento appare urgente avvicinarsi e meglio comprendere la cultura di un popolo ricco di storia e tradizioni, come quello arabo. Il 25 gennaio, al Centro Interculturale di Torino, in corso Taranto 160, inizierà un corso di lingua e cultura araba Salam Arab.
Le lezioni sono tenute da Claudia Maria Tresso e Marco Boella (Università [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo momento appare urgente avvicinarsi e meglio comprendere la cultura di un popolo ricco di storia e tradizioni, come quello arabo. Il 25 gennaio, al Centro Interculturale di Torino, in corso Taranto 160, inizierà un <strong>corso di lingua e cultura araba Salam Arab</strong>.<br /><center><a href="http://www.cultura.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/arabo.jpg"><img src="http://www.cultura.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/arabo.jpg" alt="" title="arabo" width="350" height="291" class="aligncenter size-full wp-image-556" /></a></center><br />
Le lezioni sono tenute da Claudia Maria Tresso e Marco Boella (Università di Torino) e da Younis Tawfik (Università di Genova).<br />
Il corso si articolerà su due livelli (dal 25 gennaio al 18 marzo e dal 29 marzo al 17 maggio). La quota di partecipazione è di 41 euro per entrambe le sessioni e di 20,50 euro per chi desidera frequentare solo uno dei due percorsi didattici.</p>
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		<title>Trasformare le culture</title>
		<link>http://www.cultura.it/blog/trasformare-le-culture.htm</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 17:03:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 12 gennaio a Washington il Worldwatch Institute ha presentato il suo famoso e prestigioso rapporto annuale &#8220;State of the World 2010&#8243; (che viene tradotto in oltre 30 lingue). Quest&#8217;anno il rapporto ha un titolo molto eloquente &#8220;Trasformare le culture: dal consumismo alla sostenibilità&#8220;.
Lo State of the World, che apparve per la prima volta nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cultura.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/AMBIENTE.jpg"><img src="http://www.cultura.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/AMBIENTE-150x150.jpg" alt="" title="AMBIENTE" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-553" /></a>Il 12 gennaio a <strong>Washington il Worldwatch Institute</strong> ha presentato il suo famoso e prestigioso rapporto annuale &#8220;State of the World 2010&#8243; (che viene tradotto in oltre 30 lingue). Quest&#8217;anno il rapporto ha un titolo molto eloquente &#8220;<em>Trasformare le culture: dal consumismo alla sostenibilità</em>&#8220;.<br />
Lo State of the World, che apparve per la prima volta nel 1984, nasce da un’intuizione del fondatore del Worldwatch Institute, Lester Brown: quella di mettere a disposizione del lettore un rapporto che potesse dar conto dello stato di conoscenza esistente sulla salute del nostro mondo e sui <strong>progressi della società verso la sostenibilità dello sviluppo globale</strong>.<br />
Il Worldwatch si è assunto negli anni un impegno non facile. L&#8217;obiettivo dichiarato, anche in questo volume è dei più ambiziosi. Nessuna generazione prima d&#8217;ora, nell&#8217;intera storia del mondo, è riuscita a realizzare una trasformazione culturale così profonda come quella invocata in queste pagine. I numerosi articoli di questo volume dimostrano come tale riforma sia possibile. Passando attraverso un riesame dei presupposti del <strong>nostro moderno stile di vita</strong> e toccando tutti gli ambiti della nostra società.<br />
Nel 2006 si sono consumati oltre 30.000 miliardi di dollari di beni e servizi, il 28% in più rispetto a dieci anni prima. Questa crescita nel consumo si traduce in un drammatico incremento dell&#8217;estrazione di risorse.<br />
I 500 milioni di abitanti più ricchi del pianeta (che costituiscono circa il 7% della popolazione mondiale) sono responsabili del 50% delle emissioni di anidride carbonica a livello mondiale.<br />
A fronte di tutto ciò la domanda centrale per le agende della politica internazionale dovrebbe essere questa: <strong>è possibile consentire uno stile di vita più sostenibile?</strong><br />
<a href="http://mahb.stanford.edu">http://mahb.stanford.edu</a></p>
<p>La vera rivoluzione culturale è quella che ci condurrà dal consumismo alla sostenibilità<br />
<a href="http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&#038;id=2868">http://www.greenreport.it/</a></p>
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