Archivio di Tradizioni

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Giornata Europea della Cultura Ebraica

Posted on 26 luglio 2010 by info

Domenica 5 settembre sarà la giornata Europea della Cultura Ebraica.
Il tema di questa undicesima edizione è “arte ed ebraismo“.
A partecipare ben 28 paesi europei e, per l’Italia 62 città che offriranno percorsi per andare alla scoperta di arte e letteratura con visite a sinagoghe, mostre, ma anche librerie, negozi tipici ed assaggi di prodotti enogastronomici.

Per il programma completo, che è in continuo aggiornamento, consultate il sito: www.ucei.it/giornatadellacultura

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Memorie velate – Arte Contemporanea dall’Iran

Posted on 06 maggio 2010 by info


Le donne iraniane si trovano esattamente al centro di un conflitto socio-culturale e politico, quello tra la smania di sviluppo economico, di emulazione dei Paesi occidentali e di ricerca della modernità da un lato, e il rigido mantenimento e salvaguardia della tradizione islamica, dall’altro.

shadi ghadirian like everyday

Essere donna, in Iran, mette a dura prova l’amore per il proprio paese, il desiderio di vivere appieno la propria femminilità e di esprimere liberamente il proprio talento artistico.
Il Padiglione d’Arte Contemporanea di Ferrara ospita, dal 18 aprile al 13 giugno 2010, la XIV edizione della Biennale Donna, per cui è stata scelta la mostra collettiva “Memorie Velate. Arte Contemporanea dall’Iran”. Le sei artiste contemporanee iraniane protagoniste della mostra – Shirin Fakhim, Firouzeh Khosrovani, Ghazel, Shadi Ghadirian, Parastou Forouhar e Mandana Moghaddam – sono accomunate da affinità anagrafiche e dunque dal fatto di aver condiviso un passato drammatico e tormentato, scandito dalla Rivoluzione Islamica del 1979 e dal conflitto bellico tra Iran e Iraq, tra il 1980 e il 1988.
La condizione della donna iraniana, viene rappresentata in mostra con lavori e linguaggi di diversi, da queste sei artiste, che oppresse da rigide tradizioni, cercano con coraggio di far valere la propria identità.

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Sabrina Impacciatore condurrà il Concertone del Primo Maggio

Posted on 08 aprile 2010 by info

Per la prima volta nella storia del Concertone del Primo Maggio ci sarà una donna a condurre. L’edizione 2010, che per il 21esimo anno consecutivo si terrà a Roma in piazza San Giovanni, sarà presentata dalla poliedrica attrice Sabrina Impacciatore.

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Imprese italiane che operano nella cultura

Posted on 08 aprile 2010 by info

Davvero tante le imprese italiane che operano nella cultura. Vediamo come sono distribuite sul territorio.
Intanto diciamo che sono oltre 6.400 le imprese attive in Italia nel settore della conservazione, restauro e commercio di opere d’arte.
La prima regione è la Lombardia con 1.142 attività, il 18% delle imprese italiane del settore, seguita dal Lazio (816 imprese, il 13% del totale italiano) e dalla Toscana (con 712, ovvero l’11%).
Trentino Alto Adige, Marche e Lazio sono le regioni più specializzate nelle attività di conservazione e restauro delle opere d’arte, mentre Campania, Lombardia e Puglia sono molto attive nel commercio al dettaglio di oggetti d’arte.

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Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento

Posted on 15 marzo 2010 by info

Fin dall’antichità i tessuti preziosi sono stati la componente ornamentale mobile prediletta di re e nobili di tutta Europa.
Dalla metà del Trecento gli arazzi hanno rappresentato al meglio questa tradizione. Quei tessuti di dimensioni gigantesche, veri e propri affreschi mobili, facili da trasportare da una residenza all’altra, da appendere e staccare, non si limitavano alla funzione di difendere dal freddo ma dovevano anche costituire uno sfondo variopinto e conforme ai desideri dei committenti e ne manifestavano la ricchezza e il prestigio.
Molti degli arazzi delle antiche collezioni era realizzata da artisti fiamminghi e proponeva scene campestri, ma ne esistevano anche altri con storie più complesse, come, ad esempio vicende di eroi biblici, come Davide, Saul o Mosè, o di personaggi cristiani dagli Atti degli apostoli, oppure per un uomo d’armi storie profane, come quelle di Enea, di Alessandro o le Fatiche di Ercole .
La mostra Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento. Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano, curata da Guy Delmarcel in collaborazione con Nello Forti Grazzini, Stefano L’Occaso e Lucia Meoni, presenta fino al 27 giugno, una selezione degli arazzi più belli appartenuti ai Gonzaga e realizzati durante il Rinascimento.
I signori di Mantova acquistarono arazzi fin dal Quattrocento, seguendo l’esempio delle altre grandi famiglie italiane, come gli Estensi a Ferrara o i Farnese a Parma, ma fu soprattutto nel Cinquecento che gli acquisti di arazzi conobbero un forte incremento per via dell’interesse nutrito verso questa particolare forma d’arte dai tre figli di Francesco II Gonzaga, quarto marchese di Mantova, e di Isabella d’Este.
La raccolta di arazzi giunta fino a noi non è che una piccola parte dei tesori dei tre figli di Isabella d’Este: un arazzo che fu del duca Federico II, ventuno di Ercole e trenta di Ferrante, per un totale di cinquantadue opere.


Una buona parte è oggi esposta in mostra a Palazzo Te, insieme ad alcuni lavori dell’inizio e della fine del Cinquecento. Lo studio sistematico dell’arazzeria gonzaghesca è cominciato nel 1977 e nella mostra viene illustrato in un percorso espositivo allestito a Palazzo Te, che si completa con la sezione al Museo Diocesano Francesco Gonzaga, dove è collocato permanentemente un corpus di sei arazzi di soggetto religioso commissionati dal vescovo Francesco Gonzaga. Una serie di quattro panni raffigura scene della vita di Cristo tratte dal Nuovo Testamento e dagli Atti degli Apostoli: La Trasfigurazione, L’Incredulità di san Tommaso, L’Ascensione di Cristo, La Pentecoste. Recenti scoperte hanno permesso di assegnare la loro invenzione a Henri Lerambert, pittore di corte di Enrico IV proprio negli anni in cui il vescovo Francesco risiede a Parigi in qualità di nunzio apostolico.
I disegni preparatori degli arazzi, presenti in mostra sono un prestito della Biblioteca Nazionale di Parigi; realizzati per un parato oggi perduto e originariamente destinato alla chiesa di Saint-Merry.

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