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	<title>Cultura.it &#187; Siti</title>
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	<description>Blog di arte e cultura con rubriche, approfondimenti e link</description>
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		<title>Autodafé, un nuovo editore attento alla narrativa italiana</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 07:46:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si definiscono una casa editrice “quasi artigianale e di qualità” interessata “alla letteratura del presente”. Chi sono i tipi di Autodafé? Ne parliamo con il direttore editoriale Cristiano Abbadessa. Leggendo la vostra storia si ha l’impressione che non abbiate improvvisato questo progetto, ma che sia frutto di un percorso di confronto, discussioni e valutazioni molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><br /><script type="text/javascript"><!--
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</script></-> <p align="justify">Si definiscono una casa editrice “quasi artigianale e di qualità” interessata “alla letteratura del presente”. Chi sono i tipi di Autodafé? Ne parliamo con il direttore editoriale Cristiano Abbadessa.</p>
<p><strong><em>Leggendo la vostra storia si ha l’impressione che non abbiate improvvisato questo progetto, ma che sia frutto di un percorso di confronto, discussioni e valutazioni molto concrete. Raccontaci dove e come è nato tutto questo…</strong></em> </p>
<p>Beh, speriamo proprio non sia improvvisato. Siamo partiti dalla voglia di fare un salto di qualità dopo lunghe esperienze professionali in ambito editoriale. E, d’altra parte, dall’osservazione che riteniamo indispensabili, nell’Italia di oggi, ambiti culturali  e artistici aperti alla riflessione sulle trasformazioni del nostro paese. All’idea di partenza si è rapidamente aggregato un gruppo di amici, tutti diventati soci, che mettono a disposizione le loro professionalità, tutte indispensabili per una casa editrice.</p>
<p><img src="http://www.cultura.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/autodafe-logo.jpg" alt="" title="Autodafe Logo" width="354" height="204" class="aligncenter size-full wp-image-688" /></p>
<p><strong><em>Sappiamo che ogni anno nascono (e muoiono) migliaia di piccoli editori, spesso &#8211; a detta loro &#8211;  stritolati dai grandi gruppi. Quali sono le vostre strategie di sopravvivenza per sopravvivere e  distinguersi in questo mare molto affollato?</strong></em></p>
<p>La distinzione, appunto, è la prima strategia di sopravvivenza. Noi vogliamo qualificaci per tematiche e contenuti precisi, per questa fotografia sociale dell’Italia contemporanea che chiediamo agli autori. Trovare buone storie e trasformarle in libri di qualità è il nostro obiettivo. Crediamo che siano i temi stessi a darci quelle opportunità di promozione e visibilità, specie nella rete, che i piccoli editori faticano ovviamente ad avere, di solito.</p>
<p><strong><em>Parliamo del nome che avete scelto: Autodafé. Il riferimento è al romanzo di Canetti, al cerimoniale pubblico dell’Inquisizione o a qualcos’altro ancora?</strong></em></p>
<p>È un gioco linguistico. Da ragazzo credevo che la parola volesse dire “fatto da sé” in portoghese; mentre il vero significato letterale è “atto di fede”. Entrambe le traduzioni descrivono alla perfezione la nostra avventura di editori, ma anche la produzione autoriale che noi privilegiamo: libera forma artistica non commissionata dagli uffici marketing e atto di fiducia nella capacità narrativa. Il tutto è spiegato meglio, con più eleganza e più parole, nella pagina “Il nome” del <a href="http://www.autodafe-edizioni.com/">nostro sito</a>.</p>
<p align="right">signorinalewis</p>
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		<title>Sfondi Gratis</title>
		<link>http://www.cultura.it/blog/sfondi-gratis.htm</link>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 12:14:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Siti]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[Sfondi Desktop]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella sezione Sfondi del sito superedo.it, trovi migliaia di sfondi gratis per il desktop del tuo pc. Grazie a queste immagini potrai abbellire il tuo desktop e renderlo più personale. Sono disponibili circa 19000 sfondi, tutti pronti per essere scaricati con pochi rapidi click. Le immagini raccolte da superedo sono state organizzate in categorie, così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella sezione <strong><em>Sfondi</em></strong> del sito <em>superedo.it</em>, trovi migliaia di <strong>sfondi gratis per il desktop</strong> del tuo pc.<br />
Grazie a queste immagini potrai abbellire il tuo desktop e renderlo più personale. Sono disponibili circa 19000 sfondi, tutti pronti per essere scaricati con pochi rapidi click.<br />
Le immagini raccolte da <em>superedo</em> sono state organizzate in categorie, così da agevolare la navigazione all&#8217;interno del vasto archivio.<br />
<br />
<strong>Ad esempio:</strong><br />
 &#8211; <a href="http://www.superedo.it/sfondi/sfondi_nazioni_e_continenti.htm">sfondi nazioni e continenti</a><br />
<br />
 &#8211; <a href="http://www.superedo.it/sfondi/sfondi_città_e_metropoli.htm">sfondi città e metropoli</a></p>
<p>Gli stessi sfondi inoltre sono disponibili spesso anche in versione per cellulare.</p>
<p><center><img align="center" src="http://www.cultura.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/sfondi-desktop_superedo.png" alt="Sfondi Desktop" /><br /><a href="http://www.superedo.it/sfondi/" title="Sfondi Desktop">Sfondi Desktop</a><br /></center></p>
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		<title>Arriva il baratto culturale</title>
		<link>http://www.cultura.it/blog/baratto-culturale-milano.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 22:05:50 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani 23 febbraio a Milano in Piazza Duomo dalle ore 14:30 arriva il primo baratto culturale d’Italia. Intanto cresce il fermento sul web e tra gli istituti delle scuole superiori per il “Flash-Swapping” l’iniziativa organizzata da Telecom Italia a sostegno di ‘Io studio con TIM’. La pagina su Facebook di Io Studio con TIM registra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cultura.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/Flash-Swapping.jpg" alt="" title="Flash Swapping" width="175" height="175" class="alignleft size-full wp-image-577" />Domani 23 febbraio a Milano in Piazza Duomo dalle ore 14:30 arriva <strong>il primo baratto culturale d’Italia</strong>.<br />
Intanto cresce il fermento sul web e tra gli istituti delle scuole superiori per il “Flash-Swapping” l’iniziativa organizzata da Telecom Italia a sostegno di ‘Io studio con TIM’. La pagina su Facebook di Io Studio con TIM registra iscrizioni in continua crescita di ragazzi sempre più interessati all’evento e oltre 400 istituti di scuole superiori del nord Italia (Lombardia, Veneto e Piemonte) sono stati contattati per partecipare all’iniziativa.<br />
Il “<strong>Flash-Swapping</strong>” è un innovativo scambio all&#8217;insegna della cultura, avrà inizio al suono di una tromba da stadio che segnalerà ai partecipanti l’avvio del “baratto in piazza” e da quel momento si potrà dichiarare a gran voce la propria merce di scambio: <a href="http://libri.b1og.net/">libri</a>, cd, dvd, biglietti per concerti o spettacoli teatrali, ecc… da barattare con gli altri partecipanti.</p>
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		<title>Trasformare le culture</title>
		<link>http://www.cultura.it/blog/trasformare-le-culture.htm</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 17:03:52 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 12 gennaio a Washington il Worldwatch Institute ha presentato il suo famoso e prestigioso rapporto annuale &#8220;State of the World 2010&#8243; (che viene tradotto in oltre 30 lingue). Quest&#8217;anno il rapporto ha un titolo molto eloquente &#8220;Trasformare le culture: dal consumismo alla sostenibilità&#8220;. Lo State of the World, che apparve per la prima volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cultura.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/AMBIENTE.jpg"><img src="http://www.cultura.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/AMBIENTE-150x150.jpg" alt="" title="AMBIENTE" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-553" /></a>Il 12 gennaio a <strong>Washington il Worldwatch Institute</strong> ha presentato il suo famoso e prestigioso rapporto annuale &#8220;State of the World 2010&#8243; (che viene tradotto in oltre 30 lingue). Quest&#8217;anno il rapporto ha un titolo molto eloquente &#8220;<em>Trasformare le culture: dal consumismo alla sostenibilità</em>&#8220;.<br />
Lo State of the World, che apparve per la prima volta nel 1984, nasce da un’intuizione del fondatore del Worldwatch Institute, Lester Brown: quella di mettere a disposizione del lettore un rapporto che potesse dar conto dello stato di conoscenza esistente sulla salute del nostro mondo e sui <strong>progressi della società verso la sostenibilità dello sviluppo globale</strong>.<br />
Il Worldwatch si è assunto negli anni un impegno non facile. L&#8217;obiettivo dichiarato, anche in questo volume è dei più ambiziosi. Nessuna generazione prima d&#8217;ora, nell&#8217;intera storia del mondo, è riuscita a realizzare una trasformazione culturale così profonda come quella invocata in queste pagine. I numerosi articoli di questo volume dimostrano come tale riforma sia possibile. Passando attraverso un riesame dei presupposti del <strong>nostro moderno stile di vita</strong> e toccando tutti gli ambiti della nostra società.<br />
Nel 2006 si sono consumati oltre 30.000 miliardi di dollari di beni e servizi, il 28% in più rispetto a dieci anni prima. Questa crescita nel consumo si traduce in un drammatico incremento dell&#8217;estrazione di risorse.<br />
I 500 milioni di abitanti più ricchi del pianeta (che costituiscono circa il 7% della popolazione mondiale) sono responsabili del 50% delle emissioni di anidride carbonica a livello mondiale.<br />
A fronte di tutto ciò la domanda centrale per le agende della politica internazionale dovrebbe essere questa: <strong>è possibile consentire uno stile di vita più sostenibile?</strong><br />
<a href="http://mahb.stanford.edu">http://mahb.stanford.edu</a></p>
<p>La vera rivoluzione culturale è quella che ci condurrà dal consumismo alla sostenibilità<br />
<a href="http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&#038;id=2868">http://www.greenreport.it/</a></p>
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		<title>Civita on line</title>
		<link>http://www.cultura.it/blog/civita-on-line.htm</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 22:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>info</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archeologia]]></category>
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		<category><![CDATA[donazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[In un paese come l’Italia, nel quale le risorse economiche per finanziare e sostenere il patrimonio artistico e culturale sono limitate ed insufficienti, quali sono le motivazioni che spingono il singolo cittadino a donare per l’arte. Si può donare per l&#8217;arte e la cultura? Questa la domanda che viene rivolta ai visitatori del sito www.civita.it. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cultura.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/donazione.jpg"><img src="http://www.cultura.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/donazione-150x150.jpg" alt="donazione" title="donazione" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-547" /></a>In un paese come l’Italia, nel quale le risorse economiche per finanziare e sostenere il <strong>patrimonio artistico e culturale</strong> sono limitate ed insufficienti, quali sono le motivazioni che spingono il singolo cittadino a <strong>donare per l’arte</strong>.</p>
<p><strong>Si può donare per l&#8217;arte e la cultura?</strong> Questa la domanda che viene rivolta ai visitatori del sito <a href="http://www.civita.it/">www.civita.it</a>. Una domanda che si accompagna ad una riflessione più generale. In Italia spesso sono i contesti istituzionali che non sempre supportano efficacemente <strong>l&#8217;amore per l&#8217;arte</strong> espresso a livello individuale. Fra gli aspetti critici ci sono quelli che riguardano il sistema fiscale.</p>
<p>Nasce così <strong><em>Civita on line</em></strong>. Obiettivo: studiare le caratteristiche e le opportunità di un settore, quello delle <strong>donazioni per l&#8217;arte e la cultura</strong>, che l&#8217;Italia malgrado la ricchezza del suo patrimonio culturale ancora colpevolmente trascura. Un&#8217;idea significativa che da sempre ispira Civita, nata nel 1987 per far fronte al degrado di <strong>Civita di Bagnoregio</strong>, antico borgo dell&#8217;Alto Lazio. Superati i confini locali, Civita ha ampliato nel corso degli anni i propri spazi di intervento operando sul territorio per la tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale del nostro Paese.</p>
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