Archivio di Arte

Tags: ,

Francesi in piazza per difendere cultura

Posted on 30 marzo 2010 by info

Circa 2.500 manifestanti secondo la polizia – 3.000 secondo i sindacati – hanno manifestato a Parigi per difendere ‘l’arte e la cultura‘. Stando ai manifestanti, arte e cultura sono minacciate dalla riforma delle collettività territoriali e dalla politica del presidente Nicolas Sarkozy.
I manifestanti hanno sfilato in un lungo corteo che dal ministero della Cultura ha raggiunto la sede del Senato.

Gli artisti temono ulteriori tagli nei sussidi pubblici destinati al loro settore.

Commenti (0)

Tags: , , , , , ,

Asta record per «Il bevitore d’assenzio» di Picasso

Posted on 18 marzo 2010 by info


Nuova asta con una base da record per una tela di Picasso: Il bevitore d’assenzio.
L’assenzio è un liquore verde che contiene l’erba amara chiamata assenzio maggiore, è reso gradevole al palato grazie alla diluizione in acqua ghiacciata e zucchero. L’assenzio ha potenti effetti ed è stato a lungo considerato una droga, rimane ancora oggi una sostanza vietata in paesi come gli USA.
L’assenzio venne alla ribalta nel XIX secolo come una bevanda decantata nei caffè francesi, era la scelta preferita di artisti e poeti famosi come Hemingway, Van Gogh, Picasso, Toulouse-Lautrec e Oscar Wilde, che la bevevano per dimenticare le preoccupazioni e per trovarvi ispirazione. Era spesso usata anche come soggetto delle loro opere.
La più celebre opera che propone questo soggetto è probabilmente quella di Edgar Degas.


Ma anche Picasso ha messo su tela, in più occasioni questa bevanda ed i suoi consumatori.
Il ritratto di Picasso del bevitore di assenzio «Angel Fernandezde Soto», sarà venduto ora all’asta da Christie’s a Londra.


La base d’asta da record è di 35-50 milioni di euro. Il quadro, eseguito nel 1903 e considerato uno dei capolavori del «Periodo Blu», è stato per anni al centro di una controversia tra il compositore inglese Andrew Lloyd Webbere il banchiere ebreo tedesco Paul von Mendelssohn-Bartholdyche ne rivendicava la proprietà in quanto fu costretto a cedere il quadro ai nazisti negli anni Trenta.
Bisognerà aspettare il 23 giugno, giorno dell’asta, per vedere chi si aggiudicherà questa importante opera e per che cifra.

Commenti (0)

Tags: , , , , , , ,

Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento

Posted on 15 marzo 2010 by info

Fin dall’antichità i tessuti preziosi sono stati la componente ornamentale mobile prediletta di re e nobili di tutta Europa.
Dalla metà del Trecento gli arazzi hanno rappresentato al meglio questa tradizione. Quei tessuti di dimensioni gigantesche, veri e propri affreschi mobili, facili da trasportare da una residenza all’altra, da appendere e staccare, non si limitavano alla funzione di difendere dal freddo ma dovevano anche costituire uno sfondo variopinto e conforme ai desideri dei committenti e ne manifestavano la ricchezza e il prestigio.
Molti degli arazzi delle antiche collezioni era realizzata da artisti fiamminghi e proponeva scene campestri, ma ne esistevano anche altri con storie più complesse, come, ad esempio vicende di eroi biblici, come Davide, Saul o Mosè, o di personaggi cristiani dagli Atti degli apostoli, oppure per un uomo d’armi storie profane, come quelle di Enea, di Alessandro o le Fatiche di Ercole .
La mostra Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento. Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano, curata da Guy Delmarcel in collaborazione con Nello Forti Grazzini, Stefano L’Occaso e Lucia Meoni, presenta fino al 27 giugno, una selezione degli arazzi più belli appartenuti ai Gonzaga e realizzati durante il Rinascimento.
I signori di Mantova acquistarono arazzi fin dal Quattrocento, seguendo l’esempio delle altre grandi famiglie italiane, come gli Estensi a Ferrara o i Farnese a Parma, ma fu soprattutto nel Cinquecento che gli acquisti di arazzi conobbero un forte incremento per via dell’interesse nutrito verso questa particolare forma d’arte dai tre figli di Francesco II Gonzaga, quarto marchese di Mantova, e di Isabella d’Este.
La raccolta di arazzi giunta fino a noi non è che una piccola parte dei tesori dei tre figli di Isabella d’Este: un arazzo che fu del duca Federico II, ventuno di Ercole e trenta di Ferrante, per un totale di cinquantadue opere.


Una buona parte è oggi esposta in mostra a Palazzo Te, insieme ad alcuni lavori dell’inizio e della fine del Cinquecento. Lo studio sistematico dell’arazzeria gonzaghesca è cominciato nel 1977 e nella mostra viene illustrato in un percorso espositivo allestito a Palazzo Te, che si completa con la sezione al Museo Diocesano Francesco Gonzaga, dove è collocato permanentemente un corpus di sei arazzi di soggetto religioso commissionati dal vescovo Francesco Gonzaga. Una serie di quattro panni raffigura scene della vita di Cristo tratte dal Nuovo Testamento e dagli Atti degli Apostoli: La Trasfigurazione, L’Incredulità di san Tommaso, L’Ascensione di Cristo, La Pentecoste. Recenti scoperte hanno permesso di assegnare la loro invenzione a Henri Lerambert, pittore di corte di Enrico IV proprio negli anni in cui il vescovo Francesco risiede a Parigi in qualità di nunzio apostolico.
I disegni preparatori degli arazzi, presenti in mostra sono un prestito della Biblioteca Nazionale di Parigi; realizzati per un parato oggi perduto e originariamente destinato alla chiesa di Saint-Merry.

Commenti (0)

Tags: , , , , ,

Giornata Internazionale della Donna

Posted on 08 marzo 2010 by info

La Giornata Internazionale della Donna festeggia oggi i suoi primi 100 anni di vita, e lo fa tra critiche e apprezzamenti. L’evento divide tra chi coglie l’occasione per divertirsi e svagarsi in compagnia delle amiche e chi non ne vuole nemmeno sentir parlare.
Lo scenario cittadino rimanda a quello degli anni passati: mimose per omaggiar il gentil sesso e feste nei locali, con cene e spettacoli per sole donne. Saranno soprattutto le più giovani a fare le ore piccole nei locali, anche se il Grande Fratello, che stasera chiuderà i battenti con la finalissima, darà filo da torcere agli eventi nelle discoteche e nei pub.


La giornata dell’8 marzo, però, offre tutta un’altra serie di manifestazioni che prescindono dal puro svago serale e che, invece, mirano a stimolare la riflessione e l’interesse nel sociale e nella cultura.
L’8 marzo invita alla riflessione sui cambiamenti della società in merito ad ogni tema che riguarda le donne, il loro ruolo, la loro posizione in famiglia ma anche sul posto di lavoro, attraverso tutti i mezzi che possono fornire testimonianza di quanto avviene nel nostro paese.
Dopo l’iniziativa del Ministero dei Beni Culturali, che ieri e sabato ha aperto gratuitamente alle donne musei e aree archeologiche in tutta Italia, e dopo il corso di “Guida sicura in rosa” che si è tenuto ieri a Vallelunga organizzato dal Centro Guida Sicura Aci-Sara, oggi si moltiplicano le iniziative per festeggiare l’8 marzo. Si può cominciare già da questa mattina insieme alle tante donne di altri paesi del mondo che abitano nella capitale. A loro la Provincia di Roma dedica “Colore. Il contributo delle donne al dialogo”: a Palazzo Valentini alle 10,30 un mix di musica soul liberiana e senegalese con voci e percussioni di PepeSoul e, a seguire, un variopinto affresco musicale di Alexian ta le Chavé. Previsto anche un intervento poetico di Massimo Wertmuller e, alle 12, inaugurazione della mostra di pittura di Caterina Cucchi “Colore”.
Anche alla Casa della Memoria e della Storia a Trastevere si comincia presto. Dalle 9,30 alle 16,30 infatti in programma “Lo Chopin partiva: storie di donne”, lettura aperta al pubblico di 26 racconti di vita femminile, tra vicende personali e storia recente. Da “Lisa Foa e la Resistenza” a “Anna Segre e la persecuzione antisemita” fino a “Olga e la vita da casalinga”, le letture saranno visibili anche sugli schermi delle Biblioteche Rodari e Rugantino e diffuse in diretta web (l’invito alla diretta può essere richiesto a: casadellamemoria@bibliotechediroma.it).
Il Museo capitolino di Arte Contemporanea Macro festeggia la donna con un omaggio all’artista iraniana Shirin Neshat. L’incontro con la regista e fotografa, famosa per i suoi ritratti di corpi di donne interamente coperti di scritte in calligrafia persiana, sarà nella Sala Conferenze del Macro alle 18,30 mentre alle 21, al cinema Mignon di via Viterbo 11, si potrà assistere all’anteprima del film Donne senza uomini, esordio cinematografico della Neshat (prenotazione obbligatoria online: stampa.macroomune.roma.it ).
Donne sotto le stelle al Planetario dove oggi e domani alle 21, la piece teatrale Uranatmi di Giangiacomo Gandolfi è dedicata all’astronoma umbra dell’800 Caterina Scarpellini. Nella Roma papalina scossa dai moti risorgimentali le due interpreti Patrizia Ciabatta e Liliana Massari, dedicheranno uno sguardo al femminile tra scienza, fede e politica.
A Milano ci sono le mostre ad ingresso ridotto a Palazzo Reale: “Schiele e il suo tempo”, “Gillo Dorfles – Avanguardia tradita” e “Giappone – Potere e Splendore 1568 – 1868″. A Palazzo della Ragione: per la mostra fotografica “Steve McCurry 1980 – 2009 Sud-Est”.
Alla Rotonda della Besana: “Il Grande Gioco Forme d’arte in Italia 1947 – 1989”. Al Castello Sforzesco è previsto l’ingresso-omaggio per la “Monaca di Monza” eccezionalmente aperta di lunedì proprio per la festa dell’8 marzo, dalle ore 9.00 alle 17.30.
Infine, in linea con gli obiettivi dell’Unesco, l’Amministrazione milanese, in coordinamento con l’Asl ‘Città di Milano’, ha deciso di celebrare la “Giornata internazionale della donna” del 2010 avviando per il proprio personale, a partire da quello femminile, un percorso di promozione della salute. Alle dipendenti verrà consegnata una pubblicazione, organizzata in 10 schede, con alcune importanti “pillole” di educazione sanitaria.

Commenti (0)

Tags: ,

Sanremo 2010 secondo iTunes

Posted on 22 febbraio 2010 by info

A due giorni dalla discesa dal palco dell’Ariston, la classifica dei singoli più venduti su iTunes ha completamente ribaltato, come spesso accade, la classifica di Sanremo. In vetta troviamo Noemi con Per tutta la vita, a seguire Malika Ayane con Ricominicio da qui, al terzo posto c’è Marco Mengoni con Credimi Ancora, al quarto Povia con La Verità; al quinto Arisa con la sua Malamorenò; al sesto Irene Grandi con La cometa di Halley; al settimo il vincitore Valerio Scanu Per tutte le volte che; all’ottavo Irene Fornaciari e i Nomadi con Il mondo piange e al nono posto Simone Cristicchi Meno Male.
Del trio e delle polemiche non c’è traccia.

Commenti (0)