Beato Angelico e L’alba del Rinascimento

Alle diverse espressioni dell’arte di fra’ Giovanni da Fiesole è dedicata la mostra «Beato Angelico. L’alba del Rinascimento», che, ai musei Capitolini fino al 5 luglio, è la più grande esposizione dedicata all’artista in Italia dopo la monografica del 1955 a Firenze e in Vaticano. A conclusione delle celebrazioni per il cinquecentocinquantesimo anniversario della morte di Beato Angelico, Roma – dove è sepolto, nella basilica di Santa Maria sopra Minerva – ne approfondisce ispirazione, opere e fortuna in un percorso storico-artistico incentrato sulla qualità e l’autografia delle opere, ma soprattutto sul desiderio di rinnovare l’immagine dell’artista, evidenziando i risultati dei più recenti studi sulla sua figura.
Pittore, miniatore, e disegnatore, in cui le radici medievali convivono con una crescente apertura verso l’Umanesimo, che lo porta a tratteggiare un orizzonte dove Dio è onnipresente ma, al contempo, l’uomo è protagonista, in una visione mistica che adora il Creatore anche attraverso il creato.
Beato Angelico