Beatles: nuova mostra e esordio di Pete Best

Il ‘68, anno mitico sotto diversi punti di vista, viene celebrato nel suo quarantesimo anniversario con la mostra Beatles ’68, che individua nei Fab Four il punto di riferimento ideale per raccontare questo periodo straordinario.

beatles-abbeyroad.jpgLo spaccato sui Beatles nel ’68 individua quattro aspetti fondamentali del loro percorso artistico in quell’anno: il rapporto con l’India attraverso il viaggio e l’incontro con Maharishi Mahesh Yogi; il lancio della casa discografica Apple corrispondente al nascere dei primi progetti individuali; il White Album; lo stringersi del rapporto col cinema iniziato alla fine del ‘67 con Magical Mystery Tour.

In mostra sono esposte immagini, spartiti, copertine di dischi, riviste, libri, locandine, rarità autografate e reperti audio video poco conosciuti o inediti. I pezzi sono quattromila e sono forniti da Umberto Buttafava, massimo collezionista italiano dei Beatles. Il focus è sulla globalità dell’universo Beatles, inteso non solo dal punto di vista della carriera musicale ma anche nella sua dimensione artistica e sociale.

Beatles ’68 sarà curata da Umberto Buttafava e dal critico musicale Enzo Gentile, i quali si sono occupati anche della mostra Arrivano i Beatles, tenutasi ad Aosta nei mesi scorsi. L’allestimento è invece curato da Nicola Marras. La mostra avrà luogo allo Spazio Oberdan di Milano fino al 14 settembre 2008.

Se la mostra Beatles ’68 rende omaggio ad un anno che ha visto i Fab Four restare saldamente ancorati sulle vette più alto della celebrità dove già stanziavano da tempo, una notizia degli ultimi giorni riporta alla ribalta un personaggio che avrebbe potuto essere della partita, ma che invece è finito nell’ombra.

Pete Best è stato definito da molti uno dei musicisti più sfortunati di tuttti i tempi; fu il primissimo batterista dei Beatles, licenziato appena prima dell’uscita di Love me do, singolo di debutto dei Fab Four.

Pare che la sostituzione di Pete Best con Ringo Starr fosse dovuta ad incompatibilità caratteriali, anche se la scusa ufficiale utilizzata dal gruppo e dal manager fu l’insufficiente abilità tecnica.

All’epoca i fan non furono molto contenti del “cambio”: in particolare il pubblico femminile non apprezzò la sostituzione dell’affascinante Pete con il decisamente meno attraente Ringo.

Oggi Pete Best, conosciuto come “il quinto Beatles”, dopo aver probabilmente passato gli ultimi decenni a mangiarsi le mani, torna agli onori della cronaca alla tenera età di 67 anni con un album di esordio, Hayman’s Green, che uscirà il 16 di settembre. Per chi volesse sapere che fine aveva fatto, la sua storia è pubblicata sul suo sito ufficiale (www.petebest.com).

Varie informazioni sui Beatles si possono invece trovare su questo sito (www.pepperland.it).

Laura Losi