Archivio di Arte

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Dioniso a Roma

Posted on 16 aprile 2010 by info


A partire da oggi, 16 Aprile 2010, la statua di Dioniso dal malinconico sorriso e la maschera di Papposileno dal ghigno beffardo saranno ammirabili dai visitatori, nella sede Museale di Palazzo Altemps a Roma.
Fino ad oggi le importanti opere erano state custodite in collezioni private, viaggiando in varie parti del mondo.


L'incredibile maschera di età ellenistica, recuperata dal fondo del mare, dopo aver peregrinato per l'Europa, viene ora presentata al pubblico italiano assieme alle delicate fattezze della scultura di Dioniso, nel mito signore della fertilità e, come noto, dell'ebbrezza.

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Imprese italiane che operano nella cultura

Posted on 08 aprile 2010 by info


Davvero tante le imprese italiane che operano nella cultura. Vediamo come sono distribuite sul territorio.
Intanto diciamo che sono oltre 6.400 le imprese attive in Italia nel settore della conservazione, restauro e commercio di opere d'arte.
La prima regione è la Lombardia con 1.142 attività, il 18% delle imprese italiane del settore, seguita dal Lazio (816 imprese, il 13% del totale italiano) e dalla Toscana (con 712, ovvero l'11%).
Trentino Alto Adige, Marche e Lazio sono le regioni più specializzate nelle attività di conservazione e restauro delle opere d'arte, mentre Campania, Lombardia e Puglia sono molto attive nel commercio al dettaglio di oggetti d'arte.

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Francesi in piazza per difendere cultura

Posted on 30 marzo 2010 by info

Circa 2.500 manifestanti secondo la polizia – 3.000 secondo i sindacati – hanno manifestato a Parigi per difendere ‘l'arte e la cultura‘. Stando ai manifestanti, arte e cultura sono minacciate dalla riforma delle collettività territoriali e dalla politica del presidente Nicolas Sarkozy.
I manifestanti hanno sfilato in un lungo corteo che dal ministero della Cultura ha raggiunto la sede del Senato.

Gli artisti temono ulteriori tagli nei sussidi pubblici destinati al loro settore.

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Asta record per "Il bevitore d'assenzio" di Picasso

Posted on 18 marzo 2010 by info

Nuova asta con una base da record per una tela di Picasso: Il bevitore d'assenzio.
L'assenzio è un liquore verde che contiene l'erba amara chiamata assenzio maggiore, è reso gradevole al palato grazie alla diluizione in acqua ghiacciata e zucchero. L'assenzio ha potenti effetti ed è stato a lungo considerato una droga, rimane ancora oggi una sostanza vietata in paesi come gli USA.
L'assenzio venne alla ribalta nel XIX secolo come una bevanda decantata nei caffè francesi, era la scelta preferita di artisti e poeti famosi come Hemingway, Van Gogh, Picasso, Toulouse-Lautrec e Oscar Wilde, che la bevevano per dimenticare le preoccupazioni e per trovarvi ispirazione. Era spesso usata anche come soggetto delle loro opere.
La più celebre opera che propone questo soggetto è probabilmente quella di Edgar Degas.


Ma anche Picasso ha messo su tela, in più occasioni questa bevanda ed i suoi consumatori.
Il ritratto di Picasso del bevitore di assenzio "Angel Fernandezde Soto", sarà venduto ora all'asta da Christie's a Londra.


La base d'asta da record è di 35-50 milioni di euro. Il quadro, eseguito nel 1903 e considerato uno dei capolavori del "Periodo Blu", è stato per anni al centro di una controversia tra il compositore inglese Andrew Lloyd Webbere il banchiere ebreo tedesco Paul von Mendelssohn-Bartholdyche ne rivendicava la proprietà in quanto fu costretto a cedere il quadro ai nazisti negli anni Trenta.
Bisognerà aspettare il 23 giugno, giorno dell'asta, per vedere chi si aggiudicherà questa importante opera e per che cifra.

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Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento

Posted on 15 marzo 2010 by info

Fin dall'antichità i tessuti preziosi sono stati la componente ornamentale mobile prediletta di re e nobili di tutta Europa.
Dalla metà del Trecento gli arazzi hanno rappresentato al meglio questa tradizione. Quei tessuti di dimensioni gigantesche, veri e propri affreschi mobili, facili da trasportare da una residenza all'altra, da appendere e staccare, non si limitavano alla funzione di difendere dal freddo ma dovevano anche costituire uno sfondo variopinto e conforme ai desideri dei committenti e ne manifestavano la ricchezza e il prestigio.
Molti degli arazzi delle antiche collezioni era realizzata da artisti fiamminghi e proponeva scene campestri, ma ne esistevano anche altri con storie più complesse, come, ad esempio vicende di eroi biblici, come Davide, Saul o Mosè, o di personaggi cristiani dagli Atti degli apostoli, oppure per un uomo d'armi storie profane, come quelle di Enea, di Alessandro o le Fatiche di Ercole .
La mostra Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento. Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano, curata da Guy Delmarcel in collaborazione con Nello Forti Grazzini, Stefano L'Occaso e Lucia Meoni, presenta fino al 27 giugno, una selezione degli arazzi più belli appartenuti ai Gonzaga e realizzati durante il Rinascimento.
I signori di Mantova acquistarono arazzi fin dal Quattrocento, seguendo l'esempio delle altre grandi famiglie italiane, come gli Estensi a Ferrara o i Farnese a Parma, ma fu soprattutto nel Cinquecento che gli acquisti di arazzi conobbero un forte incremento per via dell'interesse nutrito verso questa particolare forma d'arte dai tre figli di Francesco II Gonzaga, quarto marchese di Mantova, e di Isabella d'Este.
La raccolta di arazzi giunta fino a noi non è che una piccola parte dei tesori dei tre figli di Isabella d'Este: un arazzo che fu del duca Federico II, ventuno di Ercole e trenta di Ferrante, per un totale di cinquantadue opere.


Una buona parte è oggi esposta in mostra a Palazzo Te, insieme ad alcuni lavori dell'inizio e della fine del Cinquecento. Lo studio sistematico dell'arazzeria gonzaghesca è cominciato nel 1977 e nella mostra viene illustrato in un percorso espositivo allestito a Palazzo Te, che si completa con la sezione al Museo Diocesano Francesco Gonzaga, dove è collocato permanentemente un corpus di sei arazzi di soggetto religioso commissionati dal vescovo Francesco Gonzaga. Una serie di quattro panni raffigura scene della vita di Cristo tratte dal Nuovo Testamento e dagli Atti degli Apostoli: La Trasfigurazione, L'Incredulità di san Tommaso, L'Ascensione di Cristo, La Pentecoste. Recenti scoperte hanno permesso di assegnare la loro invenzione a Henri Lerambert, pittore di corte di Enrico IV proprio negli anni in cui il vescovo Francesco risiede a Parigi in qualità di nunzio apostolico.
I disegni preparatori degli arazzi, presenti in mostra sono un prestito della Biblioteca Nazionale di Parigi; realizzati per un parato oggi perduto e originariamente destinato alla chiesa di Saint-Merry.

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