Andare per provincie con gli eroi senza gloria di Gianni Celati

Visto che è sparito trincerandosi dietro un silenzio inattuale, meno male che rispuntano alcuni suoi documentari e interviste e scritti su cinema, provincia e letteratura da tempo introvabili raccolti in un cofanetto dal titolo Cinema all’aperto. Almeno si può rivedere e rileggere la poetica di Gianni Celati e guardare le cose con i suoi occhi. Un codice più che una narrazione, uno stato filosofico permanente più che un’idea. Così dovrebbe essere un viaggiatore. Che si tratti del delta del Po, della strada da italiani in gita tra Ravenna e Venezia, della pianura ferrarese, delle foto orizzontali di Ghirri o delle case che cadono in rovina sugli argini dei canali. Andare per province come si va per funghi o per castagne o per fiori per contrastare «un’epoca come la nostra», scrive Celati, «in cui la gente non crede più al mondo, crede soltanto in se stessa» o crede nel mondo che gli raccontano «politici e amministratori, assassini d’anime, e deliri pubblicitari».

Guardare tutto senza esorcizzare il tempo che passa su uomini, case e paesaggi, inventarsi nuove connessioni tra le cose come Celati ha fatto nei suoi libri. L’idea di una vita gratuita, del vivere per vivere, del viaggiare per viaggiare figlia della letteratura americana più che del suo cinema. La grande lezione del cinema francese e italiano: la fine di ogni eroismo, la fine del viaggio dell’eroe. Ma chi l’ha detto che bisogna essere per forza degli eroi per essere dei viaggiatori?

 

Qui la scheda del libro:
Gianni Celati – Cinema all’aperto

Roberta Durante

Roberta Durante è una di quelle coi capelli lunghi marroni e gli occhi marroni